Le vere cause della crisi economica globale. Parte 1 (19.11.08) - Crisi: cause e previsioni - Risorse - Perestroika sistemica globale
La crisi vista dalla Russia La perestroika è qui.
Ora tocca a tutti...
(...certo, non a tutti nello stesso modo).
Uno sguardo dei pioneri della "ricostruzione":
i russi, "esperti" mondiali per eccelenza
in qualsiasi tipo di
"crisi", "rivoluzione", "regime" e "ismo".
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Le vere cause della crisi economica globale. Parte 1 (19.11.08)

    

* Vere cause della crisi finanziaria mondiale
* Che cosa è realmente accaduto?
* “Collasso controllato” dell’economia mondiale
* “Collasso controllato” dell’economia russa
* Che cosa succederà dopo?
* Le ragioni per cui non si devono conservare i propri risparmi in dollari,

   euro, rubli, yuan
* Come salvare il proprio denaro

 

L'unica e più importante causa della crisi economica globale è la sovrapproduzione della principale valuta mondiale: il dollaro.


A partire dal 1971, anno in cui è stata sospesa la convertibilità dollaro-oro, garantita dalle riserve d’oro degli USA,  i dollari sono stati stampati in quantità illimitate. Ciò significava, che il potere d'acquisto del dollaro si basava non solo sul PIL degli USA (come in ogni paese normale), ma anche sui PIL dei paesi di tutto il mondo.

Questo poteva andar
anche bene, ma le economie degli stati, che assicuravano la forza del dollaro, non hanno mai avuto e non hanno alcun controllo sul volume di emissioni. Questo controllo in realtà non ha neanche il governo degli USA. Il diritto a ciò ha soltanto la Federal Reserve System.

          

La Federal Reserve (cioè la Banca centrale degli Stati Uniti)  è un’ organizzazione privata  appartenente a 20 banche private americane. La loro principale attività è stampare la valuta mondiale. Per raggiungere questo obiettivo gli attuali proprietari della Fed hanno speso molto tempo e fatto tanta fatica, parliamo della 1 ° e  2 ° Guerre Mondiali, l'accordo di Bretton Woods del 1944, e, naturalmente, la creazione stessa della Federal Reserve nel 1913, dopo la crisi finanziaria americana del 1907.

Dal 1971 al 2008 la quantità dei dollari è cresciuta di decine di volte, superando di gran lunga il reale volume dei beni  prodotti nel mondo.


Questa situazione era molto proficua, prima di tutto, per i proprietari della Federal Reserve stessa, e in secondo luogo per gli Stati Uniti, i quali avevano ottenuto la possibilità  di spendere molto più di quel che altrimenti fosse stato possibile, cioè a spese del resto del mondo, a partire dal 1944 ed in particolare dal 1971.


Il PIL nordamericano è pari al 20% del PIL mondiale. Magari questa cifra non è del tutto esatta, in quanto l'importo comprende alcuni indicatori, che in altri paesi non viene incluso nel calcolo. Se calcolato seconda le norme comuni questa cifra si riduce a circa il 15%. E va bene, e siano il 20%. Ma il consumo degli Stati Uniti ammonta a  40% della produzione annua mondiale. Domanda: se qualcuno produce 20 (o 15) e consuma 40, qualcuno lo deve pur pagare ?


Questo  qualcuno è il resto del mondo, che dà all'America i propri beni in cambio di carta. Così avviene un’enorme redistribuzione della ricchezza mondiale in favore degli Stati Uniti.


Se state stampando dollari, con i soldi non ne avete di problemi, quindi avete dei mezzi notevoli per influenzare il mercato, e per esempio, potete creare le notizie alle quale esso reagirà come serve a voi. Ed in tutto ciò, per voi i soldi, a differenza degli altri “sfigati” presenti sul mercato, saranno per niente virtuali e i profitti reali saranno non del 10-15, ma del 40, 50, 60, ..., 100%. E così di anno in anno.


In realtà, il mercato azionario è garantito dal denaro reale solo a 1-2%. Vale a dire che solo l’ 1-2% delle somme d’investimento potrà essere ripreso senza perdite, visto che per il mercato virtuale, dal momento della sua creazione non veniva previsto che gli investitori possano andarsene via in massa e riprendere almeno quello che ci hanno investito nel momento d’ingresso.


Nel caso di una banca se i clienti decidessero di chiudere i conti e  portare via il proprio denaro, l’avrebbero lasciata sull'orlo del fallimento. Per questo una normale banca ha degli attivi che superano le sue passività e quando non ha abbastanza liquidità da versare ai propri clienti, i fondi mancanti vengono recuperati dalla vendita degli attivi. In ogni caso, la banca restituirà ai depositanti almeno l’ 80-90% della somme.


Ma sul mercato virtuale tutto questo non esiste, nessuno deve niente a nessuno, non intende ridare nulla indietro e non lo ridarà mai.  Il fondo della borsa è il vero valore delle azioni,  determinato dall'effettiva redditività della società-partecipanti. Questo valore è decine di volte inferiore rispetto al valore virtuale.


Quindi, quando si dice che gli Stati Uniti invieranno 700 miliardi di dollari per il salvataggio del mercato azionario, e gli esperti dicono che questo dovrebbe essere sufficiente, mi viene un sorriso spontaneo.


Per salvare un mercato azionario virtuale è necessario stampare 100 trilioni di dollari per il valore intero di questo mercato. Ma se avviarne la stampa, il dollaro crollerà di 10 volte. Pertanto,  salvare il mercato azionario nella forma in cui è esistito negli ultimi decenni non ha intenzioni nessuno. E 'semplicemente impossibile fisicamente. Inoltre, ha già svolto il suo ruolo, risolto dei compiti preposti ed ora non serve più ai suoi creatori.

Naturalmente, i creatori di questo mercato sono persone molto intelligenti e fino ad un certo punto faranno vedere che il mercato sta lottando per la sua sopravvivenza, e  ogni tanto, per diversi giorni lo faranno crescere. Ma in questo gioco i vincitori esterni non esistono, visto che sono loro (creatori) a definire i tempi ed i volumi di crescita.

A proposito, avete mai riflettuto su quel che in realtà viene detto dagli esperti «intelligenti» e non meno «intelligenti» analitici dagli  schermi dei televisori a proposito della crescita o di abbassamento dei corsi azionari o delle quotazioni del petrolio?

Ad esempio, qualcuno con una faccia intelligente sul canale “Vesti” (NdT: uno dei principali canali televisivi russi) (o su qualsiasi altro canale occidentale) dice che il prezzo del petrolio è salito di 10$ al barile, perché è stata rilasciata la notizia che i serbatoi di stoccaggio di petrolio negli Stati Uniti sono forniti per 1 milione di barili in meno rispetto al volume atteso. Chi e in quale misura lo stava «attendendo», e perché il livello di questa “attesa” dovrebbe essere il punto di partenza per la valutazione delle riserve pubblicate?


A proposito, parliamo del famoso milione di barili.

Per il marchio Brent è circa 131 mila tonnellate (all’incirca 2500 cisterne ferroviarie del petrolio). In realtà, questa è la quantità di petrolio che gli Stati Uniti consumano in 1 ora. Nel 2005 gli USA consumavano circa 21 milioni di barili di petrolio in 24 ore. 1 milione di barili è pari a 1/8760 parte del consumo annuo di petrolio degli Stati Uniti, o circa 0.012% del consumo annuo. Tradotto in denaro questo milione di barili vale 100 milioni di dollari (per un costo di 100 $ al barile). Inoltre, i 100 milioni di dollari, non si sono persi ne si sono volatilizzati. Essi semplicemente non hanno fatto il tempo d’arrivare fino ai serbatoi. A proposito, non un dato di fatto che non li hanno consegnati e loro mancano effettivamente dai serbatoi. E’ semplicemente una notizia per il mercato. Questa «sconvolgente notizia» suscita la crescita del costo totale del petrolio prodotto in tutto il mondo in un anno di 228 miliardi di dollari ($ 10 × 7,6 barili per tonnellata × 3 miliardi di tonnellate).


Lo stesso vale per il 99% di tutte le altre informazioni prodotte da parte degli esperti finanziari del mercato borsistico. Potete rendervi conto da soli chi e quanto guadagna da una notizia del genere.


Ora passiamo ad elevato prezzo del petrolio.

Nel corso degli ultimi 8-10 anni, l'unica spiegazione del prezzo così alto è la stessa, che spiega le dinamiche del mercato azionario virtuale: “legare” (concentrare)  un’enorme volume dei dollari, ma a differenza del secondo, con il prodotto reale.


Petrolio è una scelta ideale per congelare una enorme massa di denaro. Nel caso di scelta del prodotto diverso (sbagliato) si sarebbe tentato di aumentare progressivamente il suo prezzo, ma solo per arrivare inevitabilmente fino al punto, quando gli acquirenti si rifiutassero di comprarlo. Il petrolio invece è praticamente l'unico prodotto al mondo che non potrebbe essere rifiutato da nessuno, neanche da un semplice cittadino, abituato alla sua auto e quindi per nulla propenso a tornare sui mezzi pubblici. Egli preferirà restare mezzo-affamato, ma con i soldi risparmiati comprerà della benzina per poter guidare la sua macchina. Non a caso il 69% di petrolio viene trasformato in benzina e  combustibile diesel. In questo modo, petrolio raccoglie non solo i soldi delle grandi imprese, ma anche dei semplici cittadini.


In aggiunta al diretto congelamento di diversi trilioni di dollari,  prezzi alti del petrolio rappresentano un mezzo ideale per far aumentare i prezzi di tutti gli altri gruppi di prodotti (alimentari, macchinari, ecc), perché qualsiasi prezzo ha la sua componente energetica e dei trasporti.

Quindi, l'unica causa del caro petrolio negli ultimi dieci anni è stato l’interesse diretto degli Stati Uniti, o meglio di chi ha stampato il dollaro. E' stato necessario rimandare negli anni il crollo della piramide e prepararsi bene per il «collasso controllato» di economia mondiale.


Con lo scopo di fornire una spiegazione plausibile dei prezzi così alti è stata organizzata la guerra in Iraq, apparentemente per ottenere “petrolio a basso costo”, ma in realtà per garantire la sua assenza dal mercato. Inoltre, l'instabilità nella regione mediorientale ha contribuito alla crescita generale dei prezzi.


Non bisogna biasimare i  proprietari della Federal Reserve. Sono semplicemente delle persone molto intelligenti ed abili, che si sono creati delle fantastiche opportunità (finanziarie, politiche e militari) per influenzare il nostro mondo. Loro non sono obbligati ad assumere la responsabilità di Dio e preoccuparsi dell’umanità, non ci hanno messo la firma sotto e non hanno nessuno obbligo davanti a nessuno. Loro semplicemente fanno il proprio business e creano un meccanismo per la sua crescita e prosperità. Lo scopo di questo articolo non è condannare nessuno, ma di mostrare il mondo così com’è veramente, aiutando a chi ha guadagnato il proprio denaro attraverso un duro lavoro e tanti sacrifici e riuscito ad accumulare delle somme relativamente non grandissime secondo gli attuali standard: da 100 mila a 1-2 milioni di dollari. Nasconderli sotto il materasso non aiuterà. Ma di questo parleremo più tardi e andiamo avanti.


Sapete come vengono stabiliti i così detti prezzi “borsistici” dell’oro?

Voi pensate che si svolgono delle transazioni di compravendita in borsa dell’oro e il rapporto di domanda e offerta forma il prezzo finale? Vi sbagliate. Il prezzo dell'oro è determinato dai membri della famiglia Rothschild, che si riuniscono nella loro dimora a Londra e sulla base delle richieste di borsa, “l’origine” delle quali sanno solo loro, determinano quanto deve costare l’oro. A proposito, li ho applaudito mentalmente 6-7 anni fa, quando hanno fatto lentamente scendere il prezzo fino a 250 dollari per oncia. Poi, come per magia, è apparsa una quantità di articoli che dicevano che l’oro ha cessato la sua funzione del tesoro e quindi di fungere da garante delle riserve monetarie, e  quindi le banche centrali  se ne dovrebbero liberare. Di conseguenza, le banche centrali di Svizzera e Inghilterra hanno venduto a degli investitori la metà delle proprie riserve d’oro, se non mi sbaglio qualcosa come 2500 tonnellate (provate ad indovinare chi le ha comprate?). Inoltre, a quanto pare, il caso non si è chiuso solo sulle banche centrali di questi paesi. 


Poi, per  3 anni consecutivi, il prezzo d'oro è salito a più di 1000 dollari l'oncia. Nel periodo in cui è stato scritto questo articolo il prezzo oscilla tra 750-800 dollari, ma non vi preoccupate, quando sarà necessario, crescerà fino a 2 e 3 mila dollari l'oncia, e più esattamente, non in dollari, ma in un’altra valuta che sostituirà il dollaro. Si può immaginare cosa significherebbe in termini di ricchezza personale, se qualcuno avesse il diritto di determinare il prezzo di oro nel mondo. Avrebbe bisogno di fare qualche altro business o questo in particolare vale tutti gli altri tipi di attività commerciale messe insieme?

 

Ora, cosa sta succedendo attualmente nel mondo, e cosa accadrà in seguito?

In questo periodo  siamo nella fase di “collasso controllato”. Ciò non significa niente di terribile per i creatori del mercato azionario virtuale. Tutto va secondo i piani. Questa fase deve anche portare degli enormi profitti e di rafforzare la posizione dei proprietari della Fed in tutto il mondo. Il collasso è inevitabile, perché le leggi della fisica ancora non sono stati abrogati da nessuno, e qualsiasi piramide finanziaria deve crollare per forza. Essa sarebbe crollata un po' più tardi da sola, tra 2-3 anni, ma  a quel punto il processo sarebbe fuggito di mano e così avrebbe potuto causare danni agli interessi dei suoi creatori.


In questa fase saranno acquisite a prezzi stracciati le imprese più importanti e redditizie. Quindi è indispensabile un controllo rigido di tutti i flussi finanziari, con la possibilità di arrestare quelli di loro, che potrebbero mettere in pericolo gli interessi degli acquirenti, aiutando le aziende “puntate” a superare la crisi.


I preparativi per il “collasso controllato” erano cominciati molti anni fa. A metà degli anni 90 è praticamente scomparso il segreto bancario. Il pretesto ufficiale per la sua abolizione è stata la necessità di combattere l'evasione fiscale. Sotto la minaccia di chiusura dei mercati bancari degli USA e Canada, le banche di Svizzera e di altri paesi, che dichiaravano l'esistenza del segreto bancario, lo rifiutarono in quanto tale.

 Ma sapere semplicemente che determinate somme di denaro provengono da una parte e vanno da qualche altra parte non è sufficiente. Si doveva essere in grado, se necessario, di intervenire attivamente in questo transito. Il passo successivo è stato l’11 settembre del 2001. Così, tra tutta una serie di obiettivi raggiunti, ci è stato quello di  adottate delle leggi che  “combattevano il finanziamento del terrorismo”.


I terroristi sono quasi sempre finanziati non attraverso le banche però, e per organizzazione di atti terroristici servono delle somme ridicole: diverse decine di migliaia di dollari. Quindi, lo scopo principale di queste leggi è stato quello di creare un meccanismo di blocco, senza coinvolgimento dei tribunali, per un qualsiasi periodo di tempo (anche per 20 anni) di qualsiasi somma di denaro, se vi è un “sospetto” che è destinata ai terroristi. Il procedimento giudiziario, in questo caso è scomodo: è lungo, richiede fornire le prove, ed in generale, è difficile controllare un’enorme massa dei tribunali in tutto il mondo.


Altri elementi di preparazione per il collasso (su esempio della Russia).


Domanda: dove la Russia ha tenuto in tutti questi anni il 90% dei proventi derivanti dalla vendita di petrolio a prezzi elevati (così detto Fondo di Stabilizzazione russo) ?

Risposta: negli Stati Uniti.

I fondi raccolti dalla Russia (grazie agli Stati Uniti o, meglio ancora, ai proprietari della Fed) “giustamente” non erano destinati per l’uso da parte della Russia. Ovviamente i leader della Russia avevano solo una scelta: fare esattamente quel che veniva detto dai proprietari della Fed. Il perché di questa situazione è il tema di un altro articolo.  


 I politici e gli «esperti» russi per svariati anni spiegavano che non bisogna spendere immediatamente i soldi del petrolio per le esigenze del paese, perché questo creerà una “terribile” inflazione, e che bisogna riflettere bene e per diversi anni su come meglio spenderli, determinare vari programmi presidenziali, le priorità, e solo dopo, con estrema cautela, sarà possibile avviare il ritiro del proprio denaro. Perché gli Stati Uniti potevano spendere trilioni di dollari garantiti da niente per decenni per i propri consumi e ciò non ha mai provocato nessuna “terribile” inflazione, gli «esperti» non ce lo spiegavano.


Quando l'anno scorso, la Russia ha cominciato a spendere soldi per i programmi presidenziali, ho detto ai miei amici: “Ci siamo ragazzi, ci è rimasto poco da aspettare: la Russia è stata già autorizzata a spendere il denaro”. E quando nel mese di agosto di quest'anno i prezzi del petrolio avevano cominciato la discesa, l’obiettivo di tenerli alti si era evidentemente esaurito, quindi gli eventi principali sul virtuale mercato azionario stavano per arrivare.


Per l'imminente acquisto di alcuni dei più importanti attivi societari russi, era essenziale che al momento del crollo dei mercati, esse non avessero accumulato delle notevoli riserve di liquidità, quali li potrebbero aiutare a rimanere a galla per tutta la fase del “collasso controllato”.

Alcuni dei meccanismi per la creazione di riserve occulte è l’evasione fiscale e conversione in contanti.


A partire dal 2003 la Russia ha iniziato una «spietata» lotta contro gli oligarchi che non pagavano le tasse. Sono stati spaventati al punto che, ad esempio, Vaghit Alikperov (capo della più grande società petrolifera privata Lukoil) aveva dato l'indicazione ai propri responsabili finanziari di pagare tutte le tasse, e pagarle anche quando l’interpretazione ambigua della norme fiscali in vigore poteva dare diritto a non pagarle. E’ stato messo in prigione Mikhail Khodorkovsky, come un esempio per tutti gli altri. Pochi sanno che Khodorkovsky è stato il cosiddetto financial officer dei Rothschild in Russia. Tutti gli oligarchi sapevano che i Rothschild non perdonano “queste cose” e aspettavano che la testa  di Putin volasse via, ma non era successo. Credo, perché sono stati i Rothschild stessi a consegnare Khodorkovsky. Comunque, a quel punto era diventato chiaro a tutti che le tasse devono essere pagate.


Gli enormi profitti che avrebbero potuto ottenere le società petrolifere grazie a i prezzi alti venivano sequestrati con l'aiuto di accise e di altre imposte. Alle aziende lasciavano non più di 20% delle entrate, in modo da permetterli di continuare l’estrazione del petrolio e di “ingrassare” poco-poco. Pertanto, assicurarsi dei severi controlli sul pagamento delle imposte è stato un compito molto importante. E dove andavano le tasse raccolte (tolte delle spese di bilancio statale)? Giusto: nelle varie riserve e fondi degli Stati Uniti. Sempre là veniva mandato il gigantesco surplus del  bilancio annuale russo.


Negli ultimi 3 anni in Russia c’è stata anche una lotta molto dura contro accumuli di liquidità. Si prendevano così due piccioni con una fava: in primo luogo, non si creavano grandi riserve di liquidità, che potrebbero garantire la sopravvivenza delle imprese in tempi di crisi, e secondariamente, si raccoglievano 11-12% dei costi di conversione in contanti, quindi delle somme gigantesche anche in questo caso.


Da un lato, si può affermare che la lotta per l’evasione fiscale è ciò che fa ogni nazione civilizzata, e quindi non fa parte dei preparativi per il «collasso controllato». Sì, questo è vero. Però si deve notare che, quando all'inizio di questo decennio (per la prima volta dopo 1991, crollo dell’Unione Sovietica), il budget statale ha cominciato a gonfiarsi, questa lotta ha avuto inizio contemporaneamente all'aumento dei prezzi del petrolio. Si deve richiamare l'attenzione anche sulle forme di questa lotta: il sacrificio esemplare di Khodorkovsky, il suo stretto rapporto con i potenti di questo mondo e il principale obiettivo della lotta: gli oligarchi. Aggiungendo a tutto questo il punto di destinazione finale delle somme di denaro enormi così ottenute (il mercato azionario statunitense, garanzie ipotecarie delle banche americane ed ecc), si arriva alla conclusione che è stata fatta sopra.


Così, finalmente arrivò il giorno così a lungo atteso, l'inizio della crisi. Come si creò un buco nella liquidità delle  banche occidentali e russe è noto a tutti. Poi, come per magia (e la bacchetta magica sappiamo nelle mani di chi si trova) è quasi cessato l’acquisto dei prodotti di metallurgia, hanno subito un drastico calo i prezzi del petrolio, la capitalizzazione delle imprese è scesa di volte, le banche hanno cominciato a ritirare il credito, l'ipoteca e quasi tutte le altre forme di credito si sono fermate. Gli oligarchi russi hanno cominciato a rendersi conto che essi non sono più gli oligarchi.

Ora, parliamo un po' di come si concilia la retorica patriottica in Russia
con l’incondizionato controllo della leadership russa da parte di, chiamiamolo, “Centro di Controllo di Area” (ACC). Si deve riconoscere che, purtroppo, non c'è alcun merito particolare né di popolo russo né di suo governo nello sviluppo di patriottismo degli ultimi anni. A me come persona, certamente, fa piacere che tutto questo abbia luogo, ma non è altro che uno degli elementi del piano di preparazione per la nuova configurazione del mondo post crisi, ovvero creazione di uno dei nuovi poli di un mondo multipolare.  Storicamente la modalità migliore e più efficace per condurre l’unificazione del popolo russo è sulla base del patriottismo.

Unificazione (fidelizzazione) di un’altra parte specifica del popolo, ossia funzionari governativi, burocrati e oligarchi, si svolge invece secondo un altro scenario. Pensate, l’America “improvvisamente” e “senza alcuna ragione” inizia a fare cose “stupide” e dannosi dal punto di vista strategico errori: arresta tali P.Borodin e E.Adamov, che hanno fedelmente lavorato per gli interessi americani (prendiamo soltanto la vendita di plutonio per uso militare per 12 miliardi di dollari a scopo di  riciclaggio negli Stati Uniti, da dove questo plutonio, se mi ricordo bene, non è mai tornato in Russia); agli oligarchi Oleg Deripaska e Mikhail Prokhorov  viene vietato l’ingresso rispettivamente negli USA e Francia. Il capo della «Rosneft» Bogdanchikov viene sottoposto alle umilianti perquisizioni a Londra. Degli esempi ce ne sono tanti.

Di conseguenza, la visione dei funzionari statali russi si modifica radicalmente. Prima si pensava che l’onesto servizio a gli interessi degli Stati Uniti, saccheggio del proprio paese, smantellamento dell’economia sarebbero molto apprezzati  da oltre oceano, che  per loro (funzionari) gli Stati Uniti è la prima vera patria, e che una volta completata la loro “missione in Russia” se ne andranno nell'Occidente, dove potranno tranquillamente godere dei beni rubati e dove oramai sono state spedite le famiglie della stragrande maggioranza di loro. Ma poi improvvisamente tutto si è capovolto e l'America li ha gettati via come dei famosi prodotti in lattice. Gli americani semplicemente “non avevano alcun diritto” di farlo, visto che nessuno ha distrutto la Russia meglio e più efficacemente di questa generazione di statisti. Nessuna guerra si potrebbe paragonare con i risultati del loro lavoro. Ma qui improvvisamente senza alcuna apparente ragione gli Stati Uniti hanno colpito la propria quinta colonna in Russia.

Come è in questo contesto si presenta il comportamento del governo russo? E’ ideale dal punto di vista dei burocrati e oligarchi spaventati e confusi: la Russia non consegna nessuno a nessuno. Dall’Ucraina fugge in Russia l'ex ministro degli Interni Belokon ed ex capo dell'amministrazione del Presidente di Ucraina Bakai. Presidente Yushchenko sputando saliva chiede la loro consegna, ma la Russia non estrada nessuno e neanche l'America ci può fare niente. E di questi esempi ci sono a decine. Tutti questi sono i segnali significativi per i burocrati: gli Stati Uniti consegnano “i suoi”, ma la Russia “no”.

Tutto all’improvviso è diventato chiaro, la cosa principale è rispettare le regole del gioco: rubare in dimensioni ridotte rispetto a prima e fare qualcosa per lo Stato, così sei “dei nostri” e sei al sicuro. Quando lo Stato comincia a combattere senza pietà gli oligarchi per il mancato pagamento di tasse, ma al tempo stesso, nomina tranquillamente come governatori delle regioni le persone che hanno sempre rubato e continuano a rubare, non è un caso od un errore. Questo è l’elemento di unificazione della comunità burocrati-oligarchi. I funzionari cominciano a sentirsi al sicuro in questo Stato, e smettono di lavorare per gli altri Stati. La stessa cosa con gli oligarchi. Lo stato, a sua volta, comincia a fare il lobby e tutelare gli interessi delle loro attività nei mercati mondiali, contribuendo a realizzare l'espansione del business russo in Europa, negli Stati Uniti e altrove.

 

Tutto ciò porta a pensare che la Russia verrà fatta uno dei nuovi poli del potere nella nuova configurazione mondiale, che sarà istituita entro il prossimo anno o due. Ma prima di quello accadrà una serie di eventi importanti, con degli sviluppi, che toccheranno seriamente tutti noi.

 

Torniamo ora al «collasso controllato» con le sue caratteristiche principali: istantaneo crollo di borsa e conseguente comparsa di gravi, quasi mortali buchi di liquidità delle imprese e delle banche.


Le banche sono state il primo bersaglio. Ad esempio, le banche russe, rendendosi la vita più facile, non amavano particolarmente di dare i prestiti al settore produttivo, ma preferivano giocare in borsa senza grandi mal di testa con il denaro dei clienti a disposizione. In Russia, mercato azionario virtuale negli ultimi anni cresceva in modo costante e rapido. Ma poi, improvvisamente, un giorno, è calato di 30%. In parole povere, le banche hanno perso un terzo dei soldi dei propri clienti. Vendere le azioni a prezzi più bassi significava registrare ingenti perdite e privarsi della speranza, che tra una settimana i prezzi ricresceranno e tutto tornerà nella norma, ma per qualche ragione, dopo una settimana i prezzi erano scesi di  un terzo ancora e le perdite complessive sono state devastanti (ad oggi, i prezzi sui  mercati azionari virtuali in Russia sono diminuiti di quasi 5 volte).  Di conseguenza, le banche non erano più in grado di dare prestiti a nessuno. Le banche occidentali a causa di problemi nei loro paesi hanno cominciando a ritirare i prestiti emessi alle società russe, che aggravava la situazione in modo catastrofico.


Capitalizzazione delle più grandi società russe si è abbassata di colpo, essendo calcolata sulla base del prezzo delle loro azioni sul mercato azionario virtuale. Questo è un altro motivo per cui le banche occidentali hanno automaticamente richiesto la revoca di una parte di credito, e le agenzie di rating hanno cominciato a declassare i rating di queste società. Il volume di prestiti dipende direttamente da queste classifiche e dal importo di capitalizzazione. 


Nel sistema economico mondiale degli ultimi dieci anni, nessuna  grande impresa e nessuna banca poteva lavorare senza credito, anche perché la disponibilità di risorse di credito in Occidente sono state semplicemente fantastiche, e i tassi di interesse relativamente bassi. Ma tutta la bellezza scompare immediatamente non appena viene richiesta la restituzione anticipata di prestiti. In tutto ciò le cause sono «obiettive», descritte nel contratto:  «calo della capitalizzazione del 10%». Come sappiamo, la capitalizzazione è scesa in Russia di 5 o più volte, e in Occidente di al 30-50% o più.

 

A proposito, questo ricorda l’inizio della crisi del 1929, «La Grande Depressione». Anche allora, il creditore aveva diritto di chiedere al debitore di restituire il prestito in un giorno (il cosiddetto prestito marginale). Tali richieste erano presentate contemporaneamente ed improvvisamente ai debitori causando l’urgente vendita delle azioni e conseguente crollo del mercato. Se questo schema aveva funzionato alla perfezione negli anni ‘30, perché quindi non applicarlo oggi con alcune modifiche ? E’ la cosa che infatti sta succedendo.





Fonte: http://www.arteksgroup.com/Article_about_crisis.html
Tema: Crisi: cause e previsioni | Aggiunto: (03.07.2009) | Autore: ООО «Stroitelnaia kompania Arteks»
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