Le vere cause della crisi economica globale. Parte 2 (27.12.08) - Crisi: cause e previsioni - Risorse - Perestroika sistemica globale
La crisi vista dalla Russia La perestroika è qui.
Ora tocca a tutti...
(...certo, non a tutti nello stesso modo).
Uno sguardo dei pioneri della "ricostruzione":
i russi, "esperti" mondiali per eccelenza
in qualsiasi tipo di
"crisi", "rivoluzione", "regime" e "ismo".
Stanchi ? Sì, anche. Ma difficilmente rimbambibili.
Welcome Guest | RSS
Site menu

Login form
E-mail:
Password:

Section categories
Crisi: cause e previsioni [9]
Denaro: presente e futuro [2]

Statistics

Total online: 1
Guests: 1
Users: 0

Home » Articoli » Crisi: cause e previsioni

Le vere cause della crisi economica globale. Parte 2 (27.12.08)

           Ho avuto un po’ di tempo libero durante il week-end e quindi sono riuscito a scrivere una piccola aggiunta all'articolo principale.

Da allora è passato un circa un mese, ma durante questo breve periodo sono accaduti piuttosto numerosi eventi: sia il vertice dei 20, sia gli  attentati terroristici a Mumbai, sia la pubblicazione di una relazione della CIA sull’alta probabilità che nei confronti degli Stati Uniti saranno effettuati gli attacchi terroristici col utilizzo degli armi biologiche o nucleari, non paragonabili agli attacchi dell'11 settembre del 2001 per quantità di vittime civili. Qui si aggiungono anche le dichiarazioni di Osama Bin Laden sul suo futuro attentato terroristico nei confronti degli USA che sconvolgerà il mondo.

             Il modello esposto nella prima parte del articolo, spiega molto bene quel che sta accadendo ora e cosa ne deriverà nel futuro. Esso spiega anche, perché il presidente russo, immediatamente prima del Vertice dei 20 a Washington, ha detto, che i partecipanti non hanno obiettivo di  scoprire il motivo per cui è scoppiata la crisi e di chi è la colpa, ma la cosa principale è un'altra: definire le strade d’uscita ed  elaborare misure concrete.

Ho veramente un grande rispetto nei confronti di Medvedev, è davvero bravo e preparato, ma evidentemente ci sono delle circostanze che costringono questa persona intelligente a dire (tradotto in parole povere), che per  curare la malattia non è necessario effettuare alcuna visita del paziente e così individuare con precisione la malattia, fare la diagnosi e solo dopo iniziarne il trattamento.

Con lo stesso successo si può allora trattare i pazienti malati di colera, applicando loro delle compresse fredde sulla testa.

Penso che Medvedev e Putin sanno e comprendono molto di più, di quanto sembra da alcune delle loro dichiarazioni e azioni pubbliche, ma evidentemente qualcosa non li consente di chiamare alcune cose con il loro vero nome.

A proposito, vi consiglio di leggere per curiosità la dichiarazione finale del Vertice dei 20. E’ un documento molto interessante. Assomiglia molto al delirio di un pazzo. Almeno, non era un documento che avrebbero dovuto firmare i leader delle venti maggiori economie del mondo.

Un punto molto importante all’interno di questo documento e quello che dice che tutti i venti paesi si impegnano, in nessun caso, di non chiudere i propri mercati finanziari e produttivi tra di loro, e cercheranno di ottenere la stessa cosa da altri Stati.
Penso che questo sia davvero importante, ma non per far fronte alla crisi, ma soprattutto ai fini della realizzazione del «collasso controllato», visto che è essenziale far circolare il denaro attraverso le frontiere, sia nel periodo iniziale, quando dopo il ritiro di credito si pomperanno i soldi dalle economie degli Stati con l'obiettivo di indebolirli e svalutare le  loro imprese, sia nel periodo successivo, quando ci sarà bisogno di reintrodurre di nuovo i soldi per l'acquisto di imprese a prezzi bassi. E poi, il dollaro avrebbe crollato più velocemente del previsto se le economie si chiudessero.

A proposito, credo che applicando nell’analisi il cosiddetto metodo “per assurdo”, si può giungere alla conclusione che la chiusura temporanea dei mercati finanziari potrebbe essere l’unica soluzione per salvare dalla distruzione completa  le economie colpite dalla crisi (ad eccezione, naturalmente, di quella degli Stati Uniti).

Ma in ogni caso, queste riflessioni saranno puramente astratte, perché tutto avverrà come aveva previsto l’ACC (Centro di Controllo di Area). Nessuno dei capi di stato avrà coraggio di andare contro il «cervello».

E onestamente, ne varrebbe la pena ?

Cambiare il sistema economico del mondo si può e si deve solo se vi è un modello di un altro sistema, più equo ed efficiente. Ma un modello così non esiste, qualsiasi cosa dicessero i vari «economisti». Tipicamente, i loro modelli è una serie di pie speranze come queste: «Vorrei che tutti fossero felici, ricchi, e vissero in pace».

Ora parliamo ancora di alcuni degli eventi che si sono verificati nel corso dell’ultimo mese.


Uno «strano» attentato a Mumbai.

I terroristi avrebbero chiesto, in cambio di ostaggi da loro sequestrati, la liberazione dai carceri indiani dei prigionieri musulmani condannati per il terrorismo.

 In realtà, i terroristi hanno una regola indiscutibile: se vuoi scambiare qualcuno per degli ostaggi, devi catturare un gran numero di quest’ultimi, possibilmente senza spargimento di sangue, e solo dopo cominciare a chiedere lo scambio. A Mumbai, tale norma è stata gravemente violata. In primo luogo, sono state uccise molte persone, e solo dopo, preso un piccolo numero di ostaggi, con le forze di soli due o tre terroristi in ciascuno dei due enormi alberghi.

 Uno o due terroristi potrebbero infatti sequestrare un sacco di gente, ma solo in una particolare circostanza: in un aereo, dal quale non è così facile scendere. Anche se un gran numero di futuri ostaggi si raccoglie in un unico luogo prima del attacco, per esempio, in un auditorium (ricordate «Nord-Ost» a Mosca), qui lo stesso, la loro cattura e controllo richiedono alcune decine di terroristi.

 A Mumbai non era andata così, perché l'obiettivo principale NON è stato il sequestro di ostaggi ai fini di scambio. L'obiettivo principale era quello di compiere un attentato terroristico forte e sanguinoso, con tante vittime, in modo che, quando le armi nucleari di Pakistan cadranno nelle mani di terroristi, oppure presumibilmente attraverso le loro mani in Iran, il mondo si potrebbe immediatamente ricordare: «Sì, in effetti, i terroristi pakistani sono capaci di farlo», perché tutti sanno che in Pakistan esiste una potente organizzazione terroristica, che è stata già in grado per due giorni interi occupare il centro di una città enorme come Mumbai.

 

E' passata anche un’altra informazione interessante: circa il 26 novembre il famoso investitore americano Jim Rogers (ex socio di George Soros) ha dichiarato che nel 2009 avrà luogo una forte svalutazione del dollaro (probabilmente aveva in mente il default), dopo la quale il dollaro cessa di essere un moneta mondiale.

 

Nella seconda metà del mese di novembre, il ministro del Tesoro degli USA Henry Paulson, parlando dell’iniezione di 700 miliardi di dollari nel settore bancario degli USA, improvvisamente ha annunciato il cambiamento delle finalità per le quali sarà destinato questo denaro. Aveva precedentemente dichiarato che il denaro andrà a riscattare dalle banche i “cattivi crediti ipotecari”. Ora invece, i 700 miliardi di dollari saranno dati alle banche che hanno bisogno di un aiuto finanziario in cambio di loro azioni.

Beh, non c’erano dubbi, che i fondi sin dall’inizio fossero destinati all’appropriamento delle banche e non alla loro liberazione dai «cattivi crediti». Sarebbe strano invece, se Paulson non avesse «cambiato» la decisione annunciata all’inizio.

 

Altrettanto interessante è stato un messaggio apparso velocemente sul canale tv d’affari russo RBC, che gli Stati Uniti hanno chiesto 240 miliardi di dollari dai paesi produttori di petrolio: Arabia Saudita, Qatar, Kuwait e anche un quarto paese, forse Emirati Arabi. E la richiesta non è per un prestito di 240 miliardi, ma per un aiuto prestato a titolo gratuito. Non male, vero? Vedete, non solo la Russia ha degli obblighi nei confronti degli Stati Uniti (o meglio, ACC) per i prezzi elevati del petrolio.

 

Negli ultimi mesi sono passati però anche dei messaggi, che a me personalmente non sono per niente piaciuti.

 Ad esempio, un’informazione apparentemente tranquilla sul fatto che B. Obama ha deciso di lasciare la carica di Segretario della Difesa a Robert Gates. In realtà, questo è un caso eccezionale, quando il «lottatore» per il ritiro delle truppe americane dall'Iraq, il democratico Obama, lascia come ministro della Difesa «il falco» Robert Gates, quale è stato assegnato a questo incarico alcuni anni fa del precedente presidente repubblicano. Questo può aver senso solo se la Forze Armate degli USA intendono utilizzarlo negli imminenti  futuri sviluppi militari nel corso dei prossimi anni. Solo in questo caso non si cambia il ministro della Difesa, che ha già assegnato dei posti chiave nel dipartimento militare alle persone di sua fiducia e gode della indiscussa autorità presso i generali. Ciò significa che gli Stati Uniti non hanno quei due o tre anni, necessari ad un’altro nuovo ministro della Difesa per assegnare gli incarichi nel Ministero e fare in tempo ad acquisire la necessaria credibilità. Qualcuno che è in grado di dettare a Obama le decisioni del genere sa esattamente cosa e quando deve accadere.

  In generale, si può andare avanti con queste osservazioni fino all’infinito. Penso che siete in grado di comprendere il significato della realtà da soli, applicando il modello descritto nella prima parte del articolo.



Ora per quel che riguarda il proprio denaro.

 
Dico con molta sincerità, che non so come si può aiutare coloro che vengono licenziati. L'unica cosa è che vi posso tranquillizzare dicendo che tra due anni tutto andrà anche meglio di come era prima, e tutti coloro che ora hanno perso i posti di lavoro, saranno di nuovo richiesti e ripristineranno rapidamente il tenore di vita. Quindi, bisognerà soltanto  sopravvivere i prossimi paio d’anni.

 A tutti gli altri che hanno dei risparmi, posso dire che non accadrà nulla di veramente terribile. E che sarà mai, semplicemente scompariranno i soldi da voi guadagnati nel corso degli ultimi anni. Tuttavia, se siete giovani, forti, sicuri di sé e convinti che, dopo la crisi, ci sarà ancora una volta un'ottima occasione per fare i soldi o per organizzare una nuova redditizia attività, non ha senso allora di stressarsi adesso per capire come salvare i propri soldi. Dopo la crisi ne guadagnerete dei nuovi.

 Ma a coloro che comunque vorrebbero di non perdere suo denaro consiglierei di sistemare i contanti, ad eccezione della somma con la  cui si vivrà il prossimo anno o due, in un posto, da cui loro non potrebbero scomparire, e farlo in anticipo. Ricordatevi, che se si opta per immobili, si dovrebbe cominciare a muoversi almeno un paio di mesi prima di default del dollaro, perché anche i costruttori hanno bisogno di tempo per trasformare il vostro denaro in un’entità sicura: acquistare dei stock di materiali di costruzione e rifiniture, attrezzature, ecc. Ovunque decidiate di investire, prendetevene cura in anticipo. Quando arriverà il crollo del dollaro e di altre valute, investire sarà già troppo tardi.

 

Buona
fortuna a tutti !


Precedente



Continua




Fonte: http://www.arteksgroup.com/Article_about_crisis2.html
Tema: Crisi: cause e previsioni | Aggiunto: (12.07.2009) | Autore: ООО «Stroitelnaia kompania Arteks»
Visite: 160 | Voto: 0.0/0
Name *:
Email:
Code *:
Risorse Analitiche Russe, Inc. © 2010Free web hosting - uCoz