Le vere cause della crisi economica globale. Parte 3 (06.02.09) - Crisi: cause e previsioni - Risorse - Perestroika sistemica globale
La crisi vista dalla Russia
La perestroika è qui.
Ora tocca a tutti... (...certo, non a tutti nello stesso modo).
Uno sguardo dei pioneri della "ricostruzione":
i russi, "esperti" mondiali per eccelenza
in qualsiasi tipo di "crisi", "rivoluzione", "regime" e "ismo".
Stanchi ? Sì, anche. Ma difficilmente rimbambibili.
Le vere cause della crisi economica globale. Parte 3 (06.02.09)
E'
passato un altro mese ancora, siamo a febbraio del 2009. Vorrei, in primo
luogo, condividere con voi ciò che mi ha maggiormente sorpreso (nel senso buono
della parola) nel mese scorso. E quel che mi ha sorpreso è stato il discorso di Vladimir Putin a Davos.
Non ho ancora sentito da nessuna parte una descrizione delle cause della crisi
così lineare, chiara e precisa. Ne vale davvero la pena la lettura. E ne vale
davvero la pena di commentare. Qui vi do il link al testo
integrale di questo discorso. Per fare l'analisi dettagliata riporterò degli
estratti del discorso di Putin in corsivo (sottolineando le parole che, secondo
me, sono le più importanti) e, in parallelo, le mie osservazioni.
"Sig.
Schwab nella sua speach di apertura, ha suggerito di non scavare nel passato
e non cercare le cause degli eventi che stanno accadendo. Non voglio
puntualizzare su questo, ma non parlare delle cause che hanno determinato
l'odierna situazione nell’economia mondiale, non ci permetterà di elaborare le
corrette prescrizioni per il trattamento di questa malattia ".
Letteralmente, espressa con praticamente le
stesse parole, questaaffermazione è
contenuta nelle parti precedenti di questo articolo, pubblicate a novembre e
dicembre del 2008. L'Occidente e gli Stati Uniti non sono per niente disposti a
trovare i colpevoli della crisi. Dopo tutto, essi, ed in particolare gli Stati
Uniti, sono stati i principali consumatori di tutto quello che è stato pompato
via dal resto del mondo. Ma almeno esaminarne le causeè essenziale per la più veloce uscita dalla
crisi.
"È
giunto il momento della verità. Ora è necessario guardare
obiettivamente alla radice di ciò che è accaduto e cercare di pensare al
futuro con tranquillità, senza malevolenza e senza inutili perdite di
tempo".
Infatti, l’obiettivo non sta nel demonizzare nessuno, ma nel vedere la
situazione come realmente è. Solo questo permetterà di capire cosa accadrà
dopo.
"Dal
nostro punto di vista, la crisi è stata causata da una combinazione di diversi
fattori. Qui si tratta sia del fallimento del sistema finanziario".
Si tratta del fallimento della
corrente fase di sviluppo del modello economico basato sui soldi e mercati
virtuali con i loro derivati e titoli sostitutivi.
"Qui
ci sono anche dei colossali squilibri che si sono accumulati negli ultimi anni,
in primo luogo, tra l'entità delle operazioni finanziarie e il valore fondamentale
del patrimonio, e poitra l'aumento
della domanda del credito e le fonti del suo sostegno. Un grave arresto ha avuto
il sistema di crescita economica
globale, in cui un solo centro, con quasi nessuna restrizione e senza alcun
controllo,stampa i soldi e consuma,
mentre l’altro produce beni a basso costo e mette da parte il denaro, emesso dal primo.
Aggiungo,
che in questo sistema, intere regioni del mondo, edin parte, anche la prosperosa Europa, sono
rimaste alla periferia dei processi economici globali, e quindi, fuori dalcampo d’influenza sulle principali decisioni
economiche e finanziarie.
Inoltre,
la ricchezza generata veniva distribuita in modo diseguale, sia all'interno
dei paesi, tra gli strati sociali di popolazione, e questo vale anche per i
paesi altamente sviluppati, chetra
le diverse regioni del mondo. "
Qui c’è poco da commentare.
V.V. Putin descrive lo stesso modello economico del mondo, che è stato
riportato nel articolo di novembre. Sono pienamente d'accordo con lui. Gli Stati
Uniti, attraverso la stampa di dollari dalla U. S. Federal Riserve, hanno
vissuto per decenni al di sopra delle proprie possibilità finanziarie a scapito
del resto del mondo. Avveniva l’esaurimento delle risorse e denaro di altri
paesi, compresa l'Europa.
"Infine,
questa crisi è anche una creatura di grandi aspettative. Sono stati
ingiustamente gonfiati gli appetiti mastodontici delle corporazioni riguardante
alla domanda dei beni sempre in crescita. La gara per gli indici di borsa e
la capitalizzazione è prevalsa sugli obiettivi di aumento della produttività e dell'efficienza
reale delle imprese. "
Qui, ancora una volta, si fa riferimento al mercato azionario virtuale, al denaro
“disegnato” di questo mercato, dello stacco della cosiddetta capitalizzazione dal
valore reale delle società.
"Purtroppo,
le grandi aspettative cisono state non
solo nel mondo degli affari. Hanno scatenato il rapido aumento dei livelli
di consumo personale, soprattutto nei paesi sviluppati. La crescita,
che - e questo deve essere esplicitamente riconosciuto - non è stata
sostenuta dalle reali possibilità. Questo non è stato il benessere guadagnato,
ma il benessere in prestito dalle generazioni future. Tutta questa «piramide
di aspettative» doveva prima o poicollassare, che infatti sta accadendo davanti ai nostri occhi."
Tutto è molto preciso e chiaro. Una piramide finanziaria dei soldi emessi, ma
non guadagnati e non garantiti da niente, deve crollare. Stiamo aspettando un
default della moneta non garantita. Naturalmente, non è stato detto chi ha
creato questa piramide e ne ha benificiato più di tutti. E’ semplicemente
perché Putin non ha diritto di parlare del ACC (Area Control Center). Ma tutto
il resto è stato elencato in modo preciso e diretto.
"Sappiamo
che in tempi di crisi, la tentazione per le soluzioni semplici e populiste è
forte. Ma se si curano solo i sintomi della malattia, come risultato si
possono ottenere delle complicazioni ben più gravi."
Afferma chiaramente che non si
deve limitare a ridipingere le pareti del palazzo distrutto dell'economia
mondiale. Se si aspetta che i mercati azionari ricresceranno da soli, che il
denaro virtuale in qualche modo si
trasformerà da se nel denaro reale, potrebbe
finire male per tutti.
"Non possiamo permetterci di scendere
verso isolazionismo esfrenato
egoismo economico. Al vertice dei «grandi venti» i leader delle
principali economie mondiali hanno deciso di astenersi da erigere barriere
al commercio mondiale e movimenti di capitali. Russia condivide queste opinioni.
E anche se in condizioni di crisi un certo rafforzamento del protezionismo è
inevitabile, quel che infatti osserviamo oggi, tutti abbiamo bisogno di
conoscere il senso della misura. "
Putin ha degli obblighi nei confronti del ACC
e, pertanto, qui è stato dato un segnale chiaro che questi saranno rispettati
da parte della Russia.
Per il «cervello» è molto importante poter introdurre in tutti i paesi «gli investimenti»
per l'acquisto del patrimonio, che ora molti governi stanno temporaneamente
riscattando, per poi rivendere al «cervello» una volta superata la fase acuta
della crisi.
"Il
secondo possibile errore è l’eccessiva intromissione nella vita economica da
parte dello Stato, una cieca fede nella sua onnipotenza. L'altra faccia
delle misure anti-crisi in quasi tutti i paesi è la concentrazione nelle mani
dello Stato degli attivi privati."
Tutto giusto, il patrimonio economico in eccedenza deve essere venduto. Questa
è una riverenza verso l’ACC, la conferma che questo impegno sarà rispettato,
che lo Stato non intende di lasciarsi tutto ciò di cui ora si sta attivamente
impossessando.
"Le
imprese hanno bisogno di cancellare i crediti inesigibili e i «cattivi» attivi.
Purtroppo, questo dovrà essere fatto. Sì, è un processo molto doloroso e spiacevole.
E non tutti sono disposti a farlo, temendo per la loro capitalizzazione, i
bonus e, semplicemente, per il prestigio. Ma evitare la pulizia dei bilanci
significa «incapsulare» e prolungare la crisi. Credo che il meccanismo di
cancellazione debba essere efficace e corrispondere alla realtà ed economia di
oggi.
In
secondo luogo, insieme alla pulizia dei bilanci è giunto il momento di
sbarazzarsi dei soldi virtuali, rendiconti gonfiati e classifiche discutibili.
La visione delle condizioni dell'economia mondiale ed effettivo stato delle
corporazioni non devono essere prigionieri delle illusioni. Anche se questi
illusionisti sono le principali società di audit e agenzie analitiche."
Qui Putin parla chiaramente
della liberazione dai soldi virtuali (default) e di cancellazione dei debiti
inesigibili (come quello degli Stati Uniti, per esempio).
"Il
senso della nostra proposta consiste nella riforma delle norme di
revisione contabile, contabilità stessa ed il sistema di rating, i quali
devono tornare al concetto di valore fondamentale del patrimonio. Quindi la
valutazione di un'impresa deve essere basata sulla sua capacità di
generare valore aggiunto, piuttosto che sui vari tipi di percezione soggettiva.
A nostro avviso, l’economia del futuro deve diventare l’economia dei valori
reali. Naturalmente sorge la domanda su come arrivare a questo obiettivo ?
Ed è una domanda legittima. Io non ne ho la risposta. Ci dobbiamo pensare
insieme. "
E’ un passaggio molto interessante,
direi anche incoraggiante. Forse veramente non ci sarà più una economia
virtuale? Forse davvero il modello economico mondiale sarà notevolmente modernizzato?
E anche (spaventa solo pensarci) le nuove piramidi non verranno costruite più?
Personalmente, questa parte del discorso di Putin mi ha rallegrato più di tutte
le altre. Veramente. Staremo a vedere. In ogni caso, la piramide è un inganno e
l'onestà, a differenza dell’inganno, pur portando meno soldi nella prima fase, assicura
tranquillità e prosperità a lungo termine.
"In
terzo luogo, l'eccessiva dipendenza da, di fatto, unica valuta di
riserva è pericolosa per l'economia mondiale. Penso che è diventato
ovvio per tutti. Sarebbe quindi opportuno contribuire al processo obiettivo
di far emergere nel futuro alcune valute regionali forti. E 'giunto il
momento di avviare un dialogo su come effettuare la transizione verso un
nuovo modello in modo graduale e irreversibile. "
Sostituzione dell’unica moneta
mondiale con altre valute sarà un disastro per la prima. Senza conseguenze
catastrofiche per il dollaro non è possibile comprimere la zona della sua
applicazione, per fare spazio alla nuova moneta. Nient’altro da commentare.
Vedi l’articolo di novembre.
"Quarto.
La maggior parte dei paesi del mondo conserva le loro riserve internazionali
in valute estere e vorrebbero essere certi della loro affidabilità. A loro
volta, gli emittenti di queste monete sono oggettivamente interessati
al fatto che la loro moneta fosse richiesta e avesse fiducia di altre
nazioni. Quindi è evidente l’interesse reciproco e la reciproca dipendenza.
E' quindi importante una maggiore trasparenza nella conduzione della
politica monetaria nei paesi emittenti di valute di riserva. Inoltre, questi
paesi devono assumere l’obbligo di seguire le norme internazionali nella disciplina
macroeconomica e finanziaria. A nostro avviso, tale formulazione della
questione non è superflua.Si tratta
della sostituzione della obsoleta unipolare struttura dell'economia mondiale
con un sistema basato sulla interazione di diversi grandi centri.
Ma
per non permettere che un mondo multipolare si trasformasse in un mondo di caos
e dell'imprevedibilità, è necessario rafforzare il sistema globale di controlli
sulla base del diritto internazionale e gli accordi multilaterali.
Naturalmente, questo è il motivo per cui è importante ripensare al ruolo delle
principali organizzazioni e istituzioni internazionali.
Sono fiducioso che possiamo costruire una più equa ed efficace architettura
economica globale. "
Rimando nuovamente all’articolo di novembre, dove si notava che se i paesi, le
cui economie avevano garantito la sostenibilità del dollaro, avessero avuto il
diritto di influenzare e controllare le emissioni del dollaro da parte di U. S.
Federal Reserve System, oggi, non ci sarebbe stata nessuna crisi. Quindi
giustamente non va ammessa di nuovo la mancanza di controllo. Sarà così come ha
detto Putin? Io non sono molto fiducioso in questo senso. Ma se sì, allora sarà
un bene per tutti (ad eccezione del ACC).
"Separatamente,
vorrei intervenire su questioni che sono al di là dell'aspetto puramente
economico, ma molto importanti nelle condizioni attuali.
Purtroppo, sempre più spesso si sente che l’aumento della spesa militare può
risolvere gli attuali problemi socio-economici. La logica qui è molto semplice:
maggiori spese militari, ovviamente nella prima fase, portano alla creazione di
nuovi posti di lavoro. Sono convinto che una ragionevole moderazione con le
spese militari, assieme al rafforzamento della stabilità e della sicurezza
globale, necessariamente porteranno dei solidi dividendi economici. Mi
auguro che questo punto di vista prevalga nel mondo.
Vorrei
anche sottolineare che la crisi economica potrebbe portare ad un
approfondimento delle tendenze negative che sono già presenti nella politica
globale. Recentemente, il mondo si è trovato di fronte un aumento senza
precedenti di manifestazioni violente. Sto parlando sia del attacco
dell'attuale leadership georgiana sul Caucaso, sia degli atti di terrorismo
in India, sia dell'escalation di violenza nella Striscia di Gaza. Sembra che
questi eventi non sono direttamente connessi tra loro. Ma nel loro sviluppo
si intravedono alcuni punti di carattere generale. Cerchiamo d’essere onesti,
stimolazione dell'instabilità politica e militare e dei conflitti regionali
è anche un modo molto comodo per deviare l'attenzione delle persone dai loro
problemi sociali ed economici. E purtroppo non si può escludere che tali
tentativi saranno effettuati anche in futuro."
Qui Putin dice chiaramente che, forse, ci sarà un tentativo di organizzare la
guerra e attribuirle tutti i mali, e quindi si distanzia in anticipo dal
coinvolgimento in questo processo sia da parte sua che da parte della Russia. Giusto,
la Russia non
può impedire un simile sviluppo, ma deve prenderne le distanze.
Quindi, è questo il riassunto del discorso così interessante e articolato del Primo
Ministro russo.
Suggerisco di nuovo rileggere l'articolo di novembre per cercare di trovare le dieci
differenze con il discorso di Putin. Non sarà facile, in quanto tutti i
parametri rilevanti, naturalmente, tranne il riferimento al ACC o «cervello», che
sarebbe semplicemente inadeguato da parte di Putin, sono elencati anche là.
Così, il modello economico descritto nel
racconto originale ha ricevuto un
inaspettato sostegno da parte del Presidente della Russia. A quanto pare
lui vede il mondo e la crisi con gli stessi occhi. Sono, certamente, lontano
dal pensare che lui abbia letto l'articolo di novembre. Credo che lui sappia molto
più di quanto possa essere scritto in un qualsiasi articolo, semplicemente per
il fatto che lui è un diretto ed importante partecipante di questi eventi da
oramai più di otto anni.
Ora analizziamo altri eventi che si
sono verificati nel ultimo mese.
Dal inizio di nuovo anno la crisi
continua ad espandersi, l'economia mondiale sta peggiorando. I miei amici mi
hanno detto che molti potrebbero considerare il mio modello come la ricerca di «cospirazione
globale». Dovete sapere, che in tutta la mia vita non ho mai letto nessun libro
sulla cospirazione globale e non intendo leggerli neanche in futuro.
Semplicemente quando accadano troppi eventi che non possono essere chiaramente
spiegati dalla Scienza economica, quando gli esperti economisti vanno in delirio trattando un fenomeno o l’altro, nella
mente viene un immagine dei sciamani,
quali giustificando il tuono, dicono che sono i dèi che attraversano il cielo
in un carro di fuoco. Ricordo anche un noto racconto per bambini dove un
personaggio spiegava il motivo per cui soffia il vento con il fatto che gli
alberi ondeggiano.
Così cominci a cercare le risposte concrete alle domande alle quali non sono
riusciti a rispondere gli economisti. E di conseguenza le trovi. Ripeto ancora
una volta, l’obiettivo principale è quello di vedere il mondo come è realmente.
E’ estremamente importante in quanto solo questo contribuirà a capire come
agire in una situazione di crisi e come evitare rischi futuri.
A proposito, secondo un’ opinione comune, solo gli «analfabeti» e gli
«ignoranti» possono pensare che al mondo esiste un grande potere, che non si pubblicizza,
ma che determina profondamente il corso della storia mondiale e la sua economia,
mentre i “bravi ragazzi” – intellettuali - al contrario di« analfabeti» e«
ignoranti» devono credere esclusivamente nel libero mercato e nel sistema
finanziario globale. Solo per questa idea abilmente inculcata nell’opinione
sociale si dovrebbe applaudire al ACC. Questo è un modo molto efficace per condurre molti a non tentare nemmeno di
analizzare ciò che sta accadendo, onde di non correre rischio che essere
classificati come degli «analfabeti» o «ignoranti».
Ok, queste erano delle variazioni sul tema, e ora procediamo con l’analisi di ciò
che è accaduto nel mese di gennaio.
I colpevoli.
Le rivista «The Guardian» «ha trovato»
i colpevoli della crisi: si tratta di 25 persone, tra cui George Bush, Gorge Soros, William Buffett, ecc.
E se leggete l'articolo del «The Guardian» fino alla fine, scoprirete che dei
colpevoli ce ne sono molti di più, perché al pari di Bush e compagnia bella,
nella stessa misura la colpa appartiene ai milioni
di persone che hanno preso dei prestiti troppo abbordabili. In altre parole
(per analogia), a parte il conducente, che ha deliberatamente violato le regole
stradali e ha fatto precipitare l’autobus nel abisso, la colpa è anche dei
passeggeri che hanno preso quel autobus.
In generale, il giornale britannico, appartenente attraverso i prestanomi al
ACC, cerca di dissipare in anticipoeventuale responsabilità e, allo stesso tempo, di definire un groppo di
capri espiatori, appartenenti al livello più basso della catena (le 25
persone).
Gli oligarchi.
Oligarco Oleg Deripaska ha capito il senso di quel che sta succedendo ed, in
particolare, in che misura sono minacciati i suoi diritti di proprietà su
«Rusal» (NdT: un gigante metallurgico
russo), grazie a quei 6 miliardi di
dollari, che a novembre del 2008 ha ricevuto in prestito da parte dello Stato su
pegno del suo pacchetto d’azioni.
Pertanto, il 20 gennaio di quest'anno ha scritto una lettera al Presidente
Dmitry Medvedev in cui chiede, utilizzando un astuto schema, di sostituire nel
pacchetto impegnato le azioni con il diritto di voto con le azioni senza
diritto. Questa richiesta è stata sottoscritta anche da V.Potanin, A. Usmanov,
I. Zuzin. Hanno capito che i loro pegni saranno venduti, ma non a loro, ma a quelli
che avranno i soldi dopo il default del dollaro.
Come
dicevamo prima, pesce grande mangia il pesce piccolo.
Sul dollaro.
Il
dollaro cresce fortemente nei confronti del rublo. Curiosamente, nel giro di
2-3 mesi, le banche centrali di molti paesi, come per un ordine hanno svalutato la propria moneta nazionale di
almeno 40-50 % rispetto al dollaro. Giusto, i comandi vanno eseguiti. Occorre
che il dollaro sia forte fino all'ultimo momento prima del default, per far sì
che il maggior numero possibile di persone, banche e imprese cerchi di trasferire
i propri attivi in dollari. Ciò è essenziale per l’ACC, visto che nella fase
denominata il «collasso controllato», l’obiettivo è colpire proprio quelli che
hanno dollari.
Le
banche, ad esempio, hanno avuto un forte incentivo per «scattare» verso il dollaro:niente male per chi in una situazione di crisi, non concedendo più
prestiti a nessuno, ma semplicemente acquistando dei dollari, guadagna a
gennaio il 20% (il cambio è passato in un solo mese da 29,4 a 35,4 rubli per un
dollaro) o in altre parole 240% annui.
Insomma, tutti vengono raccolti in un unico posto sotto lo stesso tetto, prima
di far scoppiare la bomba. In generale, c’è piena sensazione che molto presto
avrà inizio lo spettacolo.
Personalmente, non amo molto il mese di marzo. Nel mese di marzo erano iniziati
i bombardamenti in Jugoslavia, la seconda guerra degli Stati Uniti in Iraq,
alla fine di febbraio è stata avviata anche la prima guerra in Iraq (e
completata all'inizio di marzo).
Inoltre, tutti sono in attesa del aggravarsi della crisi in estate, ma il
crollo del dollaro dovrebbe essere fatto all’improvviso, quindi, esistono
opinioni che le aspettative circa l'estate non si verificheranno e le cose potranno
accadere molto prima. Ma queste considerazioni non assomigliano alla prognosi esatta.
E 'chiaro che gli eventi di cui parliamo avranno luogo nel 2009, ma capire con
precisione la data è difficile. Per fare questo è necessario disporre di almeno
una parte delle informazioni di cui dispone l’ACC. Quindi, staremo a vedere.
Sul prezzo del petrolio.
Alla
fine di gennaio 2009 il presidente della società americana "Gulf Oil» ha
dato una previsione che i prezzi del petrolio nel 2009 possono scendere fino ai
20 dollari al barile. La stessa previsione è contenuta nel articolo originale
del novembre 2008. Una cosa è certa, l’ACC farà
abbassare i prezzi del petrolio fino al punto di strangolare le compagnie
petrolifere, con lo scopo di acquisirle.
Gli esperti disorientati, parlando della caduta dei prezzi del petrolio, non riescano
a spiegare che cosa ha provocato una diminuzione da 146 dollari al barile a
40-42 di oggi. Perché il petrolio continua a scendere, perché non gli fa
nessuno effetto nessuna riduzione della produzione da parte di OPEC, ed in
generale non funziona niente?
E questo veramente non può essere spiegato sulla base della conoscenza del
modello economico mondiale, che si insegna nelle università. In quel modello è completamente assente un giocatore
che si è arricchito in maniera fantascientifica sul proprio prodotto: il
dollaro. Questo giocatore potrebbe fare con l'economia globale quasi tutto ciò
che vuole.
Gli
esperti certamente conoscono le speculazioni di mercato, ma credono che il più
grande dei giocatori possibile è qualcuno tipo George Soros, che può coinvolgere nel propria partita
uno o due miliardi di dollari o forse addirittura tre o quattro. Loro
semplicemente non immaginano che chi gioca al abbassamento del petrolio, se
necessario, può far girare sia cento che duecento che trecento miliardi di
dollari. Quanto serve, insomma, visto che è lui stesso a stamparli. Lo scopo
del gioco è acquisto di tante compagnie petrolifere e, dopo la fase acuta della
crisi, i prezzi del petrolio aumenteranno di nuovo fino ai 80-90 dollari al
barile (ovviamente, non di dollari, ma di qualche altra moneta). Nel frattempo,
per ostacolare la possibilità di comprensione di cosa sta succedendo sul mercato
petrolifero, è stato appositamente inventato un sistema molto complesso di
futures, opzioni, un gran numero di intermediari ed ecc. Attraverso questa foresta
è praticamente impossibile intravedere il giocatore principale.
A proposito degli esperti.
A
gennaio 2009 il governo russo ha deciso di abolire i dazi sulle esportazioni di
nickel e rame catodico. Gli esperti del canale tv d’affari RBC inizialmente hanno
felicemente annunciato che questa è una decisione importante per favorire la
crescita del mercato azionario russo. Azioni di tutte le imprese sono aumentate
del 4-8%. Ma alla fine del servizio gli esperti hanno aggiunto imbarazzati che
non ci è stato l’aumentato di un solo titolo: Norilsk Nickel (NdT: il principale produttore di nickel e
rame in Russia). Quel giorno le sue azioni sono scese del 4-5 %.
E’ veramente molto difficile, quasi impossibile spiegare le notizie di un mercato
azionario virtuale, gonfiato e distorto, utilizzando le conoscenze che gli
esperti hanno acquisito nelle facoltà di economia universitarie. In generale, credo
che la preparazione nel campo economico,
nella sua forma attuale, consiste a metà dalle conoscenze prossime agli
scongiuri dei sciamani sulla libertà di un mercato che si auto-regola.
L'altra metà delle conoscenze è certamente valida, ma non è sufficiente per la
comprensione di ciò che sta accadendo. Questo è il motivo per cui al mondo ci
sono così poche strategie di sviluppo economico efficaci. E le carenze in
materia di istruzione si fanno sentire dappertutto, anche tra i ministri,
deputati e assistenti del presidente russo.
Certamente si distinguono per
l’intelletto sia il presidente che il primo ministro. Lo credo veramente.
Sì, hanno dovuto fare un'alleanza col
ACC. Ma quest’ultimo non ha proposto un'alleanza per la distruzione della
Russia. Lo scopo di questa unione è creare sulla base di Russia uno dei nuovi centri di potere in un mondo multipolare. Tutti
i cittadini della Russia e quelli che entreranno a far parte del gruppo di
stati, che gli sarà creato attorno, miglioreranno le proprie condizioni di vita,
se non altro perché si smetterà di pompare via le risorse russe attraverso il
dollaro americano. Lo standard di vita della popolazione russa aumenterà
notevolmente, senza alcun dubbio arriverà la prosperità economica. Lo Stato
eliminerà in gran parte la corruzione illegale, al fine di garantire una vita
normale, un adeguato livello di libertà sia politica che economica.
Quindi ha senso condannare Putin per aver convenuto a tale unione e per aver eseguito
negli ultimi 8 anni ciò, su cui hanno pattuito col ACC? L'unica cosa di cui
hanno bisogno è essere prudenti nel
trattare con quest’ultimo e considerare le caratteristiche «contabili» del «cervello».
Tenere sempre a mente che nel caso qualcosa andasse storto o perché
semplicemente cambiasse idea scegliendo un'altra soluzione, il «cervello» può immediatamente
tradire quelli con cui aveva fatto degli
accordi. Per l’ACC è una prassi assolutamente normale. E' successo già molte
volte nella storia. Tra i globalmente traditi ci sono stati Napoleone, Hitler,
Gorbaciov, Nicola II e alcuni altri personaggi storici.