Le vere cause della crisi economica globale. Parte 5 (05.06.09) - Crisi: cause e previsioni - Risorse - Perestroika sistemica globale
La crisi vista dalla Russia La perestroika è qui.
Ora tocca a tutti...
(...certo, non a tutti nello stesso modo).
Uno sguardo dei pioneri della "ricostruzione":
i russi, "esperti" mondiali per eccelenza
in qualsiasi tipo di
"crisi", "rivoluzione", "regime" e "ismo".
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Le vere cause della crisi economica globale. Parte 5 (05.06.09)

A quanto pare, le informazioni sulla Corrente del Golfo hanno provocato una reazione non indifferente da parte dei lettori. Pertanto, ancora una volta ritorno su questo argomento.


1. Sul riscaldamento globale

 
Vorrei sottolineare che tutte le informazioni sugli imminenti  gravi cambiamenti climatici nei luoghi di residenza del «miliardo d’oro» (Europa occidentale e centrale e gli Stati Uniti) hanno un alto grado di attendibilità.

 
Esse non vanno paragonate a delle «informazioni» su come può cambiare il clima a seguito delle «bolle gravitazionali», o di «spostamento dell'asse di rotazione della Terra», o delle «giganti protuberanze al Sole», o di «inversione dei poli magnetici della Terra», o del «effetto serra»,  o della «distruzione dello strato di ozono», o di «esplosione di caldera di super vulcano negli Stati Uniti», o di l'esposizione diretta al «riscaldamento globale» o «raffreddamento globale».

 
Di questi spauracchi c’è ne un bel po’. Alcuni di questi fenomeni si verificano solo nei cervelli dei loro creatori, altri invece hanno effettivamente luogo, ma «il danno» da loro provocato è praticamente impossibile prevedere con precisione, in quanto alcuni di questi eventi si verificano molto lentamente (come ad esempio «il riscaldamento globale» (o «raffreddamento» … a chi piace cosa), non prima di 50-100 anni, un lasso di tempo troppo lungo per far preoccupare gravemente l'attuale generazione di persone.

 
L’informazione sulla Corrente del Golfo è molto semplice: lo scioglimento dei ghiacci in Groenlandia e in altre zone artiche porta alla desalinizzazione dell’acqua e cambiamento di densità di alcune correnti marine in quella zona del oceano, dove la Corrente del Golfo fa “il tuffo”. Di conseguenza si verifica il suo rallentamento, che impedisce l’arrivo fino alle coste di Gran Bretagna, Norvegia, Irlanda e Francia. E questo a sua volta arresta il riscaldamento di Germania, Austria, Polonia, Svizzera, Olanda, Danimarca, Finlandia, Norvegia e così via.


A volte sento dei dubbi sulla gravità di conseguenze da abbassamento di  temperatura media in Europa di 10°. Che cosa dà all'Europa e gli Stati Uniti la Corrente del Golfo?
Prima di tutto, un enorme risparmio su:

  • I sistemi di riscaldamento di abitazioni, postazioni di lavoro, asili nidi, scuole, stabilimenti industriali ed ecc;
  • un enorme quantità di combustibile (gas, petrolio, carbone) e di energia elettrica;
  • i materiali da costruzione isolanti;
  • la costruzione di centrali termiche e condotti termici;
  • il mantenimento autostradale.

La popolazione, a sua volta, risparmia degli importi significativi per l’acquisto di abbigliamento invernale pesante e di cibo più calorico.

 

 

Il rendimento da coltivazione negli Stati Uniti e in Europa dipende dal clima solo a 5%, mentre in Russia la resa delle culture agricole varia di anno in anno del 50% a causa della instabilità climatica.


Secondo la mia stima approssimativa, se la Corrente del Golfo smettesse di scaldare l'Europa e gli Stati Uniti, il costo di vita per  abitante di queste zone aumenterebbe di 2-3 mila dollari l’anno (spese dei cittadini e dello Stato). L’adattamento alle nuove condizioni climatiche inoltre avrebbe richiesto molte opere di protezione dal freddo per ogni edificio e creazione dell’apposita infrastruttura. E’ tutto questo ovviamente non è gratis, si dovrà pagare con i soldi reali e non bigliettini virtuali. Si tratterebbe almeno di 10-15 trilioni di dollari spesi in un breve periodo di tempo.


Aggiungeteci pure la situazione quasi catastrofica con l'agricoltura, dove la produttività delle coltivazioni dei cereali crollerebbe da 70-80 quintali a 15-20 a causa di gravi peggioramenti di condizioni meteorologiche. E questo vale per tutte le altre colture e allevamento di bestiame.


Come risultato, l’80-90% di alimenti dovranno essere importati. Potrei sbagliarmi, ma per il momento solo 30-35% di prodotti alimentari nella zona europea viene acquistato fuori. Di conseguenza altri trilioni di dollari scorreranno come i fiumi fuori l’Europa e gli Stati Uniti.

 
Certo, la vita in queste regioni non si fermerà, ma la loro economia per un po' di tempo (15-20 anni) rimarrà sotto una pressione pesantissima, si può anche dire, vicina al collasso. L’attività di investimento sarà molto bassa e il livello di vita complessivo sarà destinato a diminuire.

 
E’ per questo che le informazioni sui cambiamenti climatici in arrivo sono tenuti, da chi sta al potere, in segreto, al fine di evitare il panico prematuro. Ma la preparazione per il futuro è indispensabile già adesso. Vediamo, dunque, se vi sono le tracce.

 
Infatti, i preparativi vengono condotti da oramai diversi anni, davanti ai nostri occhi. Quel che invece viene occultato è il vero significato, mascherandolo come un conflitto energetico tra la Russia, l'Ucraina, l'UE e gli altri partecipanti. Sarebbe per colpa di questi scontri che è iniziata la costruzione di alcuni gasdotti «alternativi». E non sono a conoscenza della situazione soltanto le persone comuni, ma anche la stragrande maggioranza dei capi di Stati europei. Questo è il motivo per cui loro cercano di lottare così disinteressatamente contro «l'espansione energetica» russa e si danno da fare con ardore  per frenare l’«aggressiva» della Russia.

 
Ora l'Europa consuma 500 miliardi di metri cubi di gas naturale all'anno. E’ stato annunciato che entro il 2015 il consumo aumenterà di 200 miliardi di metri cubi l'anno. Allo stesso tempo, nessuno si pone la domanda, come mai,  improvvisamente, il consumo di gas in Europa in soli sei anni dovrebbe aumentare del 40 %?!

 Il gas naturale è indispensabile per l’industria chimica e come combustibile per le centrali elettriche e impianti di riscaldamento. Non mi pare di aver sentito dei piani per la costruzione di nuovi impianti chimici, quali richiederebbero ulteriori 200 miliardi di metri cubi di gas entro il 2015. A proposito, la costruzione di questi giganti con la necessaria infrastruttura richiede circa 5 anni, quindi ne avremmo sentito parlare già da un bel po’. Ma non credo che questo succederà. Per di più, l'Europa si sta impegnando costantemente per spostare gli impianti chimici fuori dai suoi confini e quindi il consumo di gas, al contrario, dovrebbe essere in calo.

 L’esplosione demografica in Europa non c’è e neppure viene prevista, anzi, quindi nessun raddoppiamento della popolazione, che andrebbe riscaldato.

 

Perché, allora, l'Europa avrebbe bisogno di ulteriori 200 miliardi di metri cubi di gas entro il 2015, ovvero già tra 6 anni? Probabilmente avete già indovinato dove voglio arrivare. Naturalmente, questo gas sarà necessario all'Europa per colpa della Corrente del Golfo.

 
Adesso vediamo insieme, se vengono spesi dei soldi veri per questo scopo. Risulta di sì, e non pochi soldi.

  1. Si sta costruendo il gasdotto "Nord Stream” con capacità totale (due linee) 55 miliardi di metri cubi di gas. Data apertura: 2011-2014.
  2. Si prepara per la costruzione del gasdotto "South Stream, originalmente sua potenza doveva essere di circa 30 miliardi di metri cubi l’anno, ma nel maggio 2009 su iniziativa del governo italiano, improvvisamente è stato deciso di aumentare la capacità fino a 63 miliardi di metri cubi. Data apertura: 2013.
  3. Il gasdotto «Blue Stream» in Turchia e Balcani attualmente è sotto carico per 6-8 miliardi di metri cubi l’anno, e si prevede il suo utilizzo a piena capacità entro il 2010.
  4. Inoltre, entro il 2014 si pianifica la realizzazione del «Blue Stream-2» con la capacità di 16 miliardi di metri cubi.
  5. Continua la lotta per l'urgente modernizzazione del sistema di trasporto del gas ucraino. Attualmente la rete statale di trasporto energetico pompa in Europa circa 110 miliardi di metri cubi l’anno e anche senza ulteriore ammodernamento può aumentare la capacità per 11 miliardi di metri cubi in più, fino ai 121 miliardi di metri cubi.
  6. La Bielorussia, entro il 2010, porterà il transito di gas verso l'Europa attraverso il suo territorio fino a 47 miliardi di metri cubi.
  7. E’ stato deciso di costruire e sono già in progettazione gli impianti per la produzione di gas naturale liquefatto (GNL) su penisola di Yamal con capacità di 5 milioni di tonnellate (pari a 7,3 miliardi di metri cubi di gas naturale). Una parte di questo gas sarà fornita negli Stati Uniti, l’altra in Europa.
  8.  Nella regione di Murmansk (loc. Teriberka) viene costruito un altro impianto GNL  con la capacità di 15 milioni di tonnellate (l'equivalente di 22 miliardi di gas naturale). La produzione è destinata all'Europa.
  9. E’ stata approvata la costruzione (precedentemente congelata) di un impianto di GNL sul Baltico nella regione di Leningrado con la capacità di 3,5 milioni di tonnellate di GNL (equivalenti a 5,1 miliardi di metri cubi di gas naturale) con destinazione in Europa.
  10.  Va ricordato anche il gasdotto "Nabucco". Non ho dubbi che anche questo sarà costruito, tirando ad indovinare, entro il 2014-2015. La sua potenza è di oltre 30 miliardi di metri cubi. Tutta la lotta attorno a questo gasdotto è solo una messa in scena per mascherare l’urgente bisogno di una enorme quantità di gas extra e abnorme quantità di gasdotti in Europa.


Concludendo, tutti questi impianti dovrebbero entrare in servizio nel 2010, 2011, 2012, 2013, 2015, raggiungendo quindi la potenza massima non più tardi del 2015.

 

Quindi è questa la situazione, dove da un lato, i maestri dell’analisi  proclamano le assunzioni sulla Corrente del Golfo come «delirio» e «spauracchio per gli stupidi», ma dall’altro, ci sono delle persone, che spendono per questo «delirio» decine, se non centinaia di miliardi di dollari, preparandosi in questo modo a guadagnare sulla necessità di scaldare l’Europa. Forse allora coloro che spendono il denaro sono semplicemente dei fessi incurabili che non sanno cosa fare con i propri soldi?

 
Tra l'altro, sta aumentando drasticamente anche la costruzione delle centrali nucleari in Europa (è possibile scaldare anche con l'energia elettrica ovviamente).

 
Ricordando il passato, nel 1300 la Corrente del Golfo si era già rallentata cessando di scaldare l’Europa. Questo periodo viene chiamato la «piccola era glaciale».
I primi 140 anni dopo il suo inizio sono stati veramente molto freddi, l’Europa si stava praticamente congelando. In America del Nord, sulla costa orientale, faceva altrettanto freddo, mentre i terreni centrali e occidentali degli odierni Stati Uniti erano diventati talmente secchi da trasformarsi nella regione di tempeste di polvere. Le foreste di montagne bruciarono completamente.

 
Andiamo avanti.

Nel articolo di aprile avevo scritto che gli Stati Uniti stanno negoziando con la Russia per l’introduzione del regime di esenzione dal visto e avevo anche spiegato che questo dovrebbe servire, in primo luogo, agli Stati Uniti e non alla Russia, visto che il ruolo della Russia come  risultato di imminenti cambiamenti climatici aumenterà notevolmente e il mantenimento del regime di visti ostacolerà il processo di delocalizzazione di una parte d’imprese e di denaro americani in Russia.

 
E per quanto riguarda l'Unione europea? L'UE non si è fatta aspettare. Nel corso del vertice Russia-UE a  Khabarovsk a maggio 2009, Barroso e Solana hanno preso l'iniziativa di avviare un negoziato per l’introduzione di regime di reciproca esenzione dal visto.

 Prima ancora, con la stessa proposta era uscita la Finlandia durante la recente visita di Medvedev.

 
Quindi, ci dobbiamo aspettare l'introduzione del regime di esenzione dal visto con gli Stati Uniti e in Europa nei prossimi anno o due.

 
Mi dispiace sinceramente per la povera Ucraina, che lotta disperatamente per la stessa cosa da almeno cinque anni, ricevendo in cambio da parte dell'Unione europea le risposte a dir poco negative. Mentre nel nostro caso, gli Stati Uniti e l’Europa fanno a gara per renderci felici con l’ingresso libero (non scordandosi di se stessi ovviamente).


Una parte di propria attività economica del ACC sarà trasferita in Russia, e questo è il motivo per cui sta facendo di tutto per appropriarsi del sistema bancario russo, attraverso preliminare temporanea nazionalizzazione. E’ essenziale occupare la posizione predominante sul capitale del paese prima che cominci la crescita sfrenata della sua economia.

 

E 'altresì molto importante acquistare pacchetti azionari di società petrolifere e del gas, in particolare in previsione di un forte aumento della domanda di energia in Europa e negli Stati Uniti (nonostante il calo del tenore di vita in queste zone, i soldi per il riscaldamento si troveranno sempre).


A proposito, ho notato che le informazioni sulle trasformazioni nella Corrente del Golfo  sono state quasi completamente bloccate. I più recenti articoli su questo tema pubblicati su internet risalgono al 2005. Dopo di che non si trova più nulla né su internet, né su stampa.
Di conseguenza, nessuno sa niente in Europa, mentre l'ACC tranquillamente sta occupando le posizioni di dominio preparandosi per i nuovi profitti da capogiro.

 

 

 

2. Sulla «straordinaria» crescita delle borse, come indice di «recupero» dell’economia mondiale.

 

 Stiamo osservando una rapida crescita delle borse da oramai 3 mesi. Dal 1° marzo al 1° giugno il mercato azionario americano è cresciuto del 30 %, quello tedesco del 37%, quello russo addirittura del 80%. Meraviglie e molto altro ancora. Effettivamente sono dei veri miracoli, ma solo per coloro che credono nei miracoli. Ed in tutto questo i giocatori del mercato sono in attesa della caduta, non riuscendo a trovare le spiegazioni a quel che sta succedendo nel mondo. Gli indicatori macroeconomici o sono rimasti brutti com’erano o stanno peggiorando, mentre i mercati crescono furiosamente ed inarrestabilmente.

 
Stiamo assistendo ad un raro caso in cui, a differenza degli «esperti» la piena «comprensione» degli eventi ha dimostrato in questi tre mesi, solo un gruppo di capi di Stato e dei loro collaboratori. Dalla metà di marzo, quasi contemporaneamente, hanno iniziato a dichiarare che l'economia mondiale comincerà a recuperare molto presto, che il fondo della crisi è stato toccato, che a breve tutto rientrerà nella norma e non ci sarà nessuna seconda ondata.

 
Niente male, nessun cambiamento nell'economia mondiale, una piramide di debiti non è scomparsa da nessuna parte, la produzione e i consumi sono in calo, ma la crisi, come si scopre, è quasi passata. Se addirittura i veri problemi dell'economia mondiale e le dimensioni del debito accumulato negli ultimi mesi sono finalmente diventati chiari anche a molti «esperti» ed «analisti», quali fino a poco tempo fa credevano nella sacralità del meraviglioso meccanismo di auto-regolamentazione di mercato.

 

Cosa allora sta succedendo effettivamente?

 

Si tratta di una situazione in cui i ben noti personaggi risolvono contemporaneamente alcuni problemi.

 

La prima e la più importante è quella di conservare l’attuale modello economico, basato sul prestito a interessi. Sarebbe inaccettabile permettere al popolo di capire cosa sta veramente accadendo, come funziona l’economia mondiale, com’è stato progettato e come funzionava il sistema globale che pompava denaro da tutto il mondo a favore degli Stati Uniti e dell'Europa occidentale, e chi veramente era il principale destinatario del denaro, il «miliardo d'oro» o i suoi veri padroni. Se la piramide crollasse senza alcuna «spiegaione» valida, allora molti degli “sfigati” che hanno perso tutto, potrebbero porsi la domanda su il perché.


Ecco un piccolo esempio per capire meglio la virtualità dell'economia. Il direttore dell'Istituto di Economia dell'Accademia Russa delle Scienze Ruslan Grinberg, in un’intervista a maggio di quest’anno, ha dichiarato che secondo i risultati di ricerca condotta dal suo istituto, solo il 2% del numero totale di transazioni effettuate nel mondo riguarda con i beni reali. Il restante 98% delle transazioni coinvolge la merce virtuale, derivati e altri prodotti finanziari. Questo aiuta a capire tutto il funzionamento della “complessa e al quanto inspiegabile” economia mondiale.

 
Quindi è proprio questa comprensione su vasta scala che risulta pericolosa per il “cervello”.
Ed è questo il motivo per cui dopo la prima fase del “collasso controllato”, deve obbligatoriamente arrivare la fase di «forte»  crescita. Ma «forte» fino al punto da eliminare un qualsiasi dubbio sul fatto che l'economia mondiale «sta recuperando sul serio», che questa economia nella sua forma attuale, è «vitale», ed è basata sui principi assolutamente giusti di libero mercato. E' un compito di vitale importanza per l’ACC. Solo il suo successo consentirà nelle fasi successive, quando il crollo definitivo avverrà per colpa di “maledetti” terroristi o per qualsiasi altra causa simile, di ricostruire la stessa economia virtuale, come quella precedente, con dei minimi cambiamenti nei suoi singoli elementi, ma mantenendo la sua essenza.


Bisogna capire bene che la parte virtuale dell’economia mondiale non è un elemento accidentale, di origine ignota, che si è sviluppato da solo, ma è invece, un essenziale ed appositamente progettato meccanismo per la ridistribuzione al livello globale del reddito reale a favore del settore finanziario, di cui 90% appartiene al «cervello».

 

A proposito, nel mese di gennaio, più di una volta avevo visto dei servizi televisivi dal convegno, tenutosi in Francia, a cui parteciparono gli attuali capi di Francia e Germania, N.Sarkozy e A.Merkel, come pure per qualche strano motivo Ex Primo Ministro britannico Blair. Insomma, il tema e il compito principale di questa riunione era dimostrare scientificamente che il capitalismo non si è esaurito come modello, che il sistema capitalista, in linea di principio, sta andando molto bene e che ha solamente bisogno di alcune piccole modifiche, al fine di prevenire le crisi come quella attuale. L’importante è modificare il  capitalismo giusto un po’, per farlo diventare un «capitalismo dal volto umano».  Mi era spontaneamente venuto in mente Gorbaciov con la sua perestroika del socialismo, al fine di trasformarlo in un «socialismo dal volto umano», e di come era andata poi a finire tutta la faccenda.


Ritorniamo alla «fantastica ripresa economica» nei mesi tra marzo  e maggio.


La crescita delle borse è dovuta a un enorme iniezione di liquidità nei mercati azionari degli Stati Uniti, Russia e Europa. Le iniezioni sono mirate e avvengono nonostante tutto, fino all’assurdo. Il più grande produttore automobilistico degli Stati Uniti, la «General Motors», uno dei pilastri della economia americana, ha dichiarato il suo fallimento. Non è solo la società americana più grande, è uno dei simboli d'America. Ma i mercati non se ne sono neanche accorti. Lo stesso giorno il Dow Jones cresce del 3,5 %. Per chi sa pensare credo sia una prova inconfutabile, che dimostra l’esistenza di un giocatore che porta avanti il suo gioco verso i propri obiettivi, qualcuno con enormi quantità di denaro a disposizione, che può facilmente iniettare nei mercati centinaia di miliardi di dollari. Infatti, questo giocatore se lo può permettere, perché è lui a  stampe quei dollari, oltre alle riserve trilionarie accumulate negli ultimi anni. Il giocatore che può girare i mercati in qualsiasi direzione lui voglia.


In tutto ciò, nessuno potrebbe nominare alcun formalmente e apertamente esistente gruppo finanziario, che avrebbe tali fondi a disposizione da spendere con facilità sul mercato in questo periodo. I giocatori ordinari tali rischi non possono permettersi.


A proposito, è al quanto rappresentativo che la Cina, quale non è controllata dal ACC, durante questo periodo non ha fatto alcuna dichiarazione sul fatto di ripresa economica mondiale e la presunta fine della crisi.

 
Il secondo obiettivo principale del “cervello” è quello di acquistare blocchi d’azioni delle importanti imprese reali, che saranno controllate dal ACC nella prossima puntata di questa fiction mondiale. Negli ultimi sei mesi i prezzi delle azioni sono diminuiti notevolmente rendendo più facile il loro acquisto, ancor prima del passaggio intermedio attraverso la nazionalizzazione.

 

Le continue e confuse conclusioni da parte degli esperti sull’assenza dei motivi validi per questa inspiegabile crescita e imminente crollo dei prezzi fa una forte impressione su coloro, che tutto sommato non sono contrari alla vendita delle proprie partecipazioni. Loro capiscono che il mercato azionario, in linea di principio, è in un abisso profondo, e quindi non esiste quasi nessuna ragione per aspettare che ricresca fino ai livelli di estate del 2008. Così, la situazione va afferrata al volo risultando ragionevole l’urgente vendita delle proprie partecipazione prima che il prezzo scenda di nuovo.


Due parole su quel che succederà dopo la crisi secondo lo scenario del «cervello».


L’ACC non può fare a meno delle  sovrastrutture virtuali. Si tratta di un ideale e quasi l'unico possibile (se non si prendono in considerazione le classiche guerre predatorie finalizzate all’appropriazione dei territori e ricchezza altrui) meccanismo di saccheggio. E, a differenza della guerra, è estremamente sicuro per chi lo mette in moto, specialmente se si crea un’apposita base legislativa per far sembrare il tutto nei limiti della «giustizia».

 
Il problema della piramide virtuale viene risolto attraverso il suo “collasso controllato”, dopo il quale o scompare o viene notevolmente ridotta da permettere un nuovo giro della sua ricostruzione. La colpa di tutti gli avvenimenti viene attribuita a dei “cattivi ragazzi” e così si procede impuniti per secoli e secoli.

 

La nuova piramide verrà lievemente modificata attraverso, per esempio, la creazione di «regolamentazione del settore finanziario molto severa», destinata a garantire che quei birichini di banchieri non ricominciassero a «fare danni» un’altra volta.
Contemporaneamente verrà effettuato un massiccio lavaggio di cervello a tutta la popolazione mondiale, che grazie a questi regolatori e altri interventi cosmetici, tutto rientrerà nella norma e la giustizia finalmente tornerà a regnare sovrana nel mondo dell'economia. E così via fino al prossimo collasso della nuova piramide.

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Fonte: http://www.arteksgroup.com/Article_about_crisis5.html
Tema: Crisi: cause e previsioni | Aggiunto: (20.07.2009) | Autore: ООО «Stroitelnaia kompania Arteks»
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