La storia del dollaro e del sistema finanziario americano. Parte 2 : "Il trucco di Knickerbocker" (27.09.07) - Denaro: presente e futuro - Risorse - Perestroika sistemica globale
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i russi, "esperti" mondiali per eccelenza
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La storia del dollaro e del sistema finanziario americano. Parte 2 : "Il trucco di Knickerbocker" (27.09.07)

 

«Se il popolo americano un giorno

dovesse permettere ai banchieri privati di
controllare l'emissione del denaro,

prima attraverso l'inflazione, e poi - deflazione,

le banche e le corporazioni, che li circonderanno,

priveranno il popolo di proprietà in misura tale

da lasciar figli senza tetto

sulla terra conquistata dai loro padri»

Thomas Jefferson,

terzo presidente degli Stati Uniti,

l'autore della Dichiarazione di Indipendenza

 


 

La Nascita della Grande Triade


 L'ipotesi sulla Grande Triade (Problema - Reazione - Soluzione), come un meccanismo universale, che mette in moto il funzionamento del nuovo ordine mondiale, è stata proposta, se mi ricordo bene, da un instancabile cospiratore britannico David Icke. Dato che la moderna vita socio-politica è troppo caotica e non permette movimento lineare dritto verso l’obiettivo, la Grande Triade punta sulla l'intera catena di relazioni causa ed effetto della realtà.

 

Così, gli eventi del 11 settembre 2001, visti attraverso il prisma della Grande Triade, si presentano come segue:

-         simulazione del problema: un unità di controspionaggio americano prima pianifica e realizza, attraverso falsi agenti, gli  attacchi terroristici a New York e Washington, e poi, per amplificare l'effetto, organizza un’operazione speciale di spedizione postale con la polvere bianca contaminata dall’antrace;

-         reazione suscitata: i mass media controllati riproducono su ampia scala la versione dei fatti con Bin Laden e Al Qaeda protagonisti, i quali sarebbero responsabili degli eventi del 9/11, creando il clima di psicosi di massa, paura e rabbia, favorevole per una revisione radicale di tutto il paradigma della politica internazionale;

-          soluzione imposta: una vera e propria «guerra contro il terrorismo internazionale» come l'unica reazione possibile alla «minaccia per gli alti valori della civiltà democratica». Sotto questa salsa viene istituito un orwelliano Ministero della Verità (Department of Homeland Security, diretto da Mikhail Chertoff, l'uomo con un nome e l’aspetto che parlano da se (NdT: “chert” in russo significa “diavolo”), vengono usurpati i diritti civili e la libertà in virtù della Legge sul patriottismo, vengono occupati l’Afghanistan e l’Iraq, si avviano i preparativi per la guerra con l'Iran e la NATO si espande.

 

Secondo David Icke lo scenario della Grande Triade è stato utilizzato quasi in tutti i principali eventi del XX secolo - dalla rivoluzione bolscevica in Russia alla provocazione di Pearl Harbor.

 

piramide dollaro

Ammetto, il desiderio di testare questa ipotesi sull’ esempio dell'evoluzione del dollaro americano (da una moneta nazionale completa, garantita dall'oro e argento, quale secondo la Costituzione, si trova sotto controllo del governo e del popolo, alle obbligazioni debitorie virtuali di una società privata senza alcuni attivi di garanzia) è nato sulla base di una semplice curiosità visiva: la piramide di 13 strati con l’ “Occhio che tutto vede” del Grande Sigillo, piazzata dal presidente Roosevelt sulla banconota da 1 dollaro della Federal Reserve, allude in modo troppo esplicito al rapporto con la fratellanza illuministica. Per di più, il fiero motto “Novus Ordo Seclorum”¹ lascia pochissimi dubbi circa il collegamento tra il denaro americano e i grandiosi piani per la ricostruzione mondiale.

Molto presto, tuttavia, lo studio della storia economica e finanziaria degli Stati Uniti del primo decennio del ХХ secolo ha fatto uscire l'ipotesi sulla Grande Triade dal campo emotivo ed ha costretto di prenderla con maggiore serietà, talmente era chiaro il risvolto provocatorio degli eventi, che avevano contribuito alla distruzione del sistema di banche nazionali ed incoronazione della Federal Reserve.


Il ragazzo prodigio

 
Generalmente si ritiene che la pazienza dei legislatori americani, stanchi di vivere nell'anarchia senza una banca centrale, scoppiò a causa del “Panico del 1907”. Creatosi (presumibilmente) spontaneamente la crisi finanziaria ha fatto crollare l'indice dei titoli Dow Jones del 48% (da gennaio 1906 a novembre 1907), portando sull'orlo del fallimento le migliori industrie e società di estrazione mineraria in America, ed ha improvvisamente privato della fiducia dei depositanti le centinaia di banche, compresa la maggior parte di quelle nazionali.

 Il 30 maggio del 1908 il Congresso  ha approvato la cosiddetta Legge Oldridge-Freeland, che prevedeva la creazione di una Commissione monetaria nazionale. E’ stata proprio questa commissione a partire male, con un indagine sulle cause della crisi finanziaria, per finire bene, emanando le linee guida per la creazione della Federal Reserve System (il 23 dicembre 1913).


Degli eventi immediatamente precedenti il voto sulla scandalosa Federal Reserve Act, abbiamo raccontato al lettore in «Il Giardino dei sentieri che si convergono». Adesso invece proveremo a far girare la macchina del tempo in direzione opposta e capire le radici della crisi finanziaria, cui conseguenze storiche hanno superato di un ordine di grandezza le perdite economiche dirette.

 

Difficile crederci, ma i gravi sconvolgimenti del 1907, che avevano  provocato una reazione a catena di fallimenti e suicidi da un oceano ad altro, sono connessi direttamente con la vita e l'attività  di uno sconosciuto a tutti e poco interessante uomo chiamato Frederick Augustus Heinze, soprannominato più tardi il «re del rame del Montana».

 
Il «Re del rame» era nato nel 1869 a New York a  Brooklyn in una famiglia virtuosa fino al punto da proteggere il fanciullo contro l'imprevedibilità della vita di strada e da portarlo sull’orbita delle conoscenze giuste, garantite dall’istruzione decente. A questo punto la biografia ufficiale di Frederick Heinze si conclude e comincia una sequenza mitologica, che potrebbe condurre un ricercatore impreparato verso un vicolo cieco.

 
Secondo la leggenda, nel 1889 Frederick Heinze si diplomò brillantemente presso la scuola mineraria della Columbia University, salutò i suoi genitori e partì per Montana con lo scopo di ricoprire la posizione del ingegnere alla società «Boston & Montana». Al suo arrivo nel villaggio di Butte, che si trovava nelle vicinanze della «collina più ricca della terra», il giovane brooklinese cresciuto sugli ideali consacrati dalla Statua della Libertà, si inorridì per le miserabili condizioni della classe operaia e presi subito il toro per le corna: avviò numerose azioni legali contro la «Amalgamated Copper Mining Company» del potentissimo «Secondo re del rame di Montana» Marcus Daly e la dinastia dei Hearst che stava dietro di lui.

 
Nel 1893 Heinze acquistò un piccolissimo poco promettente fazzoletto di terreno situato giusto a metà tra le miniere di Daly e Clark², dove con dei titanici sforzi scoprì una miniera ereditaria chutzpah³: trovò una scappatoia nella legge “law of the apex” ed avviò una serie infinita di cause giudiziarie sempre contro la «Amalgamated Copper Mining Company».

 Il senso della “law of the apex” è ingenuo come il pensiero di un bambino: se proprietario di un terreno nel corso della sua esplorazione trovasse una miniera, avrebbe tutto il diritto di continuare la sua estrazione anche dal sottosuolo di un terreno adiacente. La leggenda narra che «il ragazzo prodigio» scavò in largo e in lungo a grande profondità e ben presto s’imbatté sulle punte (i famosi “apex”!) delle miniere di rame della «Amalgamated Copper», cui quindi prosegui ad esplorare.

 
Visto che neanche la lettera della legge non poté giustificare la mostruosa assurdità della situazione, Frederick dovette mandare il capriccioso carrello della giurisprudenza americana nella direzione giusta: «Heinze era un uomo brillante e corrompeva la magistratura per tutelare i propri interessi in tribunale. Si dice che ad un certo punto il suo staff contava ufficialmente più di 30 giudici» (la frase da un articolo pubblicato si Wikipedia, in cui l’autore esprime la sua ammirazione, mischiata con una certa belligerante idiozia, per la mitologica biografia di Heinze).

 

La faccenda finì col acquisto nel 1906 da parte della portata alla disperazione «Amalgamated Copper Mining Company» della  società di Heinze “Montana Ore Purchasing Company” per una somma colossale all’epoca: 10 milioni e mezzo di dollari.  Dopo di che il neonato «Terzo re del rame della Montana» partì tranquillamente per la Grande Mela, ove comprò il leggendario trust «Knickerbocker» e si avviò alla speculazione monetaria.

 

Prima di passare alle gesheft (NdT. yiddish ”affari”) newyorkesi di Frederick Heinze, quali di fatto, avevano portato al panico del 1907, vorrei mettere i puntini sulle “i” nella leggenda mineraria, la quale abbiamo appena appreso. Anticipo, dicendo che tutta la premessa di questa storia assurda persegue un unico obiettivo: dipingere il ritratto di un sconsiderato avventuriero, sfrontato truffatore, o in extremis, fortunato parvenu, quale apparentemente casualmente costruì un patrimonio gigantesco in una lontana provincia, e poi, dopo una serie di azioni fallimentari in borsa, non meno accidentalmente, causò il crollo azionario da panico e una crisi finanziaria nazionale.

 
Il lettore avrà sicuramente notato che il filo conduttore del racconto è la parola «caso». Casualità ed inoltre la segregatezza di Heinze. In altre parole, il panico del 1907 è stato causato dalle casuali ed infelici azioni di un imprenditore privato, quale  non aveva la minima relazione con le aspirazioni dei famigerati «vecchi soldi», interessati ad eliminare il sistema delle banche nazionali d'America ed istituire una Banca Centrale privata. E quindi ora indagheremo proprio su questa casualità.

 
Personalmente, credo che la formazione mineraria del nostro brooklynese  è altamente discutibile, dato che tutte le note conquiste della sua vita hanno a che fare esclusivamente con le macchinazioni legali e i gesheft in borsa, e da nessuna parte  con la ricerca geologico-esplorativa di un ingegnerie dipendente. In aggiunta alle congetture intuitive ci sono tuttavia altri fattori importanti, che non testimoniano affatto le avventure maliziose del diavolo zoppo, ma un sabotaggio economico premeditato  con le mani di un agente appositamente incaricato.

 

Le prove sono state accuratamente distribuite tra alcuni noiosi archivi, come ad esempio la raccolta di corrispondenza aziendale e finanziaria della "Montana Ore Purchasing Company" degli anni 1900 - 1910, conservata nella biblioteca dell’Associazione storica del Montana.

 

Dio solo sa attraverso quale incredibile serie di circostanze sono riuscito a risalire nel corso delle mie ricerche a questi poco vistosi artefatti. Ammetto che, senza questa informazione non mi verrebbe mai in mente di dubitare sulla verità storica della law of the apex e funzionari giudiziari coinvolti.


Cosa ci insegna allora la documentazione della società di Frederick Heinze? Bisogna dire che si tratta delle cose sorprendenti! "Montana Ore Purchasing Company"  era stata fondata nel Butte, stato di Montana, nel marzo del 1893. Gli azionisti erano Frederick Augustus Heinze (51%), i suoi fratelli Otto e Arthur (47%) e un tale John McGinnis (2%). Chi era questo membro minoritario McGinnis? Niente di che, così, un uomo piccolo: semplicemente il presidente della “Silver Bow National Bank”, e in seguito, il sindaco della città di Butte dal 1905 al 1906!

 

Ed ora arriva il bello: il capitale sociale della "Montana Ore Purchasing Company" ammontava a 2 milioni 500 mila dollari! Data la distribuzione delle parti risulta che Frederick Heinze aveva contribuito con poco più di 1.250.000 dollari. Permettetemi la domanda: da dove aveva potuto tirare fuori questa somma astronomica un 24-enne ragazzo di famiglia povera, giunto nel Montana tre anni fa per fare l’ingegnere? La stessa domanda vale per i suoi consanguinei fratelli Otto e Arthur. La prossima domanda è questa: cosa c’entrava con la  compagnia dei giovanotti newyorkesi il presidente della banca nazionale locale con i suoi modesti 2%?

 
Dal momento che nessuno potrebbe essere preso con le mani nel sacco, possiamo solo tirare a indovinare: il denaro ai  fratelli Heinze è stato fornito o da coloro che li avevano delegati con l'importante missione da New York in Montana, o da John McGinnis stesso, il quale per qualche motivo, aveva deciso di rimanere in ombra scegliendo un modesto ruolo del osservatore nel consiglio d’amministrazione. La seconda opzione sembra più plausibile, ma ad una condizione: le lettere di raccomandazione presentate da Frederick Heinze al presidente della banca nazionale, erano a prova di proiettile.

Nel 1894 la “Montana Ore Purchasing Company” mise in funzione nel Miderville (sobborgo di Butte) una fonderia talmente tecnologicamente avanzata da superare immediatamente tutti gli altri concorrenti nel Montana, compresi i maestri di «Amalgamated Copper». Bassi costi di produzione avevano consentito alla società di Heinze di vendere a prezzi di dumping e, di conseguenza, concludere gli accordi per la fusione del rame con quasi tutte le piccole e medie imprese di estrazione della regione.

 

Nel 1895 la società di Heinze acquistò il primo lotto della Rarus Mine per 300 mila dollari, seguita da tutta una serie di acquisti sia nel Montana, che nel British Columbia (Canada). Nel 1897 la “Montana Ore”  estraeva 25 milioni di libbre di rame l’anno (!) e impiegava 700 operai.


Ma allora, non c’era nessuno contenzioso tra Frederick Heinze e i veri re del rame del Montana? Nessuna strumentalizzazione della law of apex ? Certo che ci sono stati! “Montana Ore” era in causa  con la Società di Marcus Daly per 10 anni, distribuendo le tangenti ai giudici, flirtando con il proletariato locale e  rubando rame dai sottosuoli dei terreni adiacenti. Nessuno sta mettendo in discussione il talento di chutzpah del ragazzo prodigio brooklinese. Ma i trucchi e abilità truffaldine non erano in alcun modo la fonte di arricchimento di Heinze! Abbiamo appena visto che la “Montana Ore Purchasing Company” già in partenza aveva una capitalizzazione astronomica e un sostegno esterno potentissimo.  Sostegno non solo finanziario ma anche tecnologico: nessuno nel Montana possedeva i così straordinariamente avanzati forni come il nostro eroe.  Sarebbe stato curioso scoprire da dove provenissero: Londra o Berlino? Ma smettiamola con queste supposizioni a doppio senso e occupiamoci della fase successiva della vita di Heinze.

 

Nel 1906 sazio del gioco industriale e dopo aver costruito attorno a se una legenda indistruttibile come genio e self-made-man di provincia, Frederck vendette generosamente la “Montana Ore Purchaising Company” al suo peggior nemico «Amalgamated Copper Mining Company» per 10,5 milioni di dollari e se ne tornò a New York.

 

I terminator


Nella Grande Mela Frederick Heinze approdò non alla ricerca di vaghe business opportunities, ma con un ordine del giorno ben pianificato e al quanto articolato.  Ne è la prova una serie perfetta di acquisizioni fulminanti, alleanze, prestiti fasulli e manipolazioni finanziarie. I movimenti di Heinze sono tranquilli e calcolati. Egli non perde il controllo neanche per un attimo, anche se  guardando da fuori tutto ciò sembrava un autentico suicidio. Sembrava infatti che Frederick sin dal primo passo era programmato per la distruzione della propria creatura, la distruzione di quelle che fanno parlare di se e con delle conseguenze gravissime.

 

 

I 10 milioni e mezzo di dollari è certamente una somma rispettabile, ma per il progettato Big Bang ovviamente insufficienti, quindi Frederick Heinze viene rapidamente fornito da un complice-terminator.

 
La storia di arricchimento di Charles W. Morse impressiona per la sua assurdità non meno di quella di Heinze. La profondità della sua ”miniera” imprenditoriale viene illustrata così: nella sua giovinezza lavorò presso la cancelleria del ufficio di suo padre, tuttavia, il lavoro veniva eseguito da un’ altra persona, ingaggiata da Morse per metà del suo stipendio.

 

La principale conquista commerciale realizzata da Morse  fu l’unione di una moltitudine di piccoli gelatai in un potentissimo trust «American Ice Company». Nel 1906 la nobile iniziativa si trasformò in un totale disastro finanziario, dai cui Morse usci … proprietario della «Bank of North America»! Vi chiederete: com’è possibile? Ma anch’io sto chiedendo la stessa cosa!

 

Unendo il denaro ricavato nel Montana con il patrimonio della «Bank of North America», i terminator di New York infliggono il primo colpo: acquistano un’ istituzione impeccabile e di rilievo: la “Mercantile National Bank”, i cui attivi, a sua volta, indirizzano per l'acquisto del pacchetto azionario maggioritario della “Knickerbocker Trust Company”, una delle più grandi banche d'America all’inizio del secolo scorso, con un patrimonio di 65 milioni di dollari e 18 mila depositanti.

 

Qui bisogna fornire una piccola spiegazione circa lo status giuridico di «Knickerbocker». La legge dello stato di New York vietava alle banche commerciali di occuparsi del settore immobiliare e gestire i depositi fiduciari, e tali funzioni erano delegate ai trust, che alla fine erano delle banche ordinarie. Il trucco stava però nel fatto che i trust non erano soggetti ad un rigoroso controllo delle finanze e dei tipi di attività svolti, come succedeva invece con le banche commerciali. Per questo motivo i trust si trasformarono rapidamente dalle società d’investimento con la reputazione seria in uno strumento di autentica sporca speculazione.


Il trust «Knickerbocker» nelle mani di Heinze e Morse  diventò non solo uno strumento di speculazioni in borsa, ma un meccanismo distruttivo, che in brevissimo tempo paralizzò l'intera economia americana. Tutto andò secondo il seguente scenario:

 - con gli attivi di « Knickerbocker » venne creata una società pubblica «United Copper», le cui azioni apparvero sulla New York Stock Exchange all'inizio del 1907. La capitalizzazione iniziale della  «United Copper» ammontava a 80 milioni di dollari;

- impiegando tutti i mezzi disponibili  del «Knickerbocker», della “Mercantile National Bank” e di terze banche commerciali e trust newyorkesi, Heinze e Morse avviarono una lunga e altamente rischiosa strategia di borsa, conosciuta come la «short squeeze» o spremitura  delle«posizioni brevi».

 

Il metodo di  «short squeeze» è semplice: prima viene creata illusione di una caduta attraverso il sistematico scarico delle azioni in quantità, pur insignificanti per la creazione del panico, ma sufficienti per un breve bear trend (movimento verso il basso). Seguendo la tendenza gli ignari ordinari trader cominciano ad aprire le posizioni corte in massa (ossia, di vendere  le azioni a credito, puntando su un ulteriore calo dei prezzi, quando diventerà  possibile riscattarle e restituire il prestito ai broker, guadagnando sulla differenza).

In un secondo momento gli «squeezers» cominciano l’acquisizione dei grossi mucchi d’azioni in gran fretta, che conduce alla fulminea salita di prezzi e, di conseguenza, alla chiusura forzata di tutte le posizioni corte, dal momento che i trader si trovano di fronte a una prospettiva al quanto spiacevole di perdite  illimitate ed aumento di debito sul proprio conto.

La massiccia chiusura delle posizioni corte, a sua volta, porta ad ulteriori aumenti di prezzo, che fa il gioco dei  «squeezers».


La sana logica della tecnica «short squeeze» prevede  che dopo un breve intervento artificiale gli «squeezers» chiudono anche le loro posizioni lunghe e godono dei solidi profitti, risultanti dalla provocata crescita delle azioni. Tuttavia, né Heinze, né Morse non pensarono nemmeno di fermarsi, “spremendo” le posizioni corte per 10 mesi (!), investendo nell’ irrazionale crescita dei titoli della «United Copper» tutti i mezzi a loro disposizione.

E come se non bastasse per aggravare la situazione, Frederick è riuscito a distribuire dei prestiti ai propri fratelli, Otto e Arthur, che a loro volta avevano speso queste somme per le proprie follie.

 
Il 15 ottobre del 1907 per la «United Copper» suonò finalmente la campana: era apparsa sul mercato una forza sconosciuta, che con un iniezione monetaria veramente illimitata, quasi giocosamente fece crollare le azioni di Heinze e Morse (sempre con l'aiuto di vendite corte).


A questo punto i terminator newyorkesi non avevano più il denaro libero per proteggere la posizione di «United Copper» e avevano cominciato a vendere le loro azioni a prezzi bassissimi.  Il 18 ottobre dichiarò il proprio fallimento la “Mercantile National Bank”. Il 21 ottobre la “National Commercial Bank of America” cessò i pagamenti per gli assegni del trust «Knickerbocker». Il presidente della “Mercantile National Bank”, Charles Barney si suicidò, e gli «addolorati per la sfortuna» Frederick Heinze e John Morse si dimisero. Il 23 ottobre iniziò la ritirata da  panico dei fondi dal più grande trust statunitense: «Trust Company of America». L'ondata di fallimenti di istituzioni finanziarie coprì l’intero paese della costa est alla costa ovest. La missione di Frederick Heinze era compiuta, così arrivò il momento di ritirarsi.


 La conclusione vincente dell’esperimento


Le conseguenze storiche del teppismo di “ragazzo prodigio” da Brooklyn il lettore sa già: l’indagine sulle cause del Panico del 1907, condotta dalla Commissione monetaria, scaricò tutte le colpe sul sistema delle banche nazionali, presumibilmente non in grado di difendere il paese dalle turbolenze finanziarie e si concluse con il finale rivoluzionario: la creazione della Federal Reserve System nel 1913.

 
Il seguito della biografia di Frederick Heinze è anche degna di nota: era stato imputato per 16 crimini finanziari, processato senza alcuna pietà ed in modo del tutto imparziale e ... assolto… per tutti i 16 crimini! Heinze tornò trionfante a Butte, dove l’eroe locale venne accolto con gli striscioni, orchestra e le delegazioni dei  migliori cittadini. Gli volevano addirittura fare un  monumento (per cosa?!), ma poi cambiarono idea. Successivamente egli si separò dalla propria moglie, litigò con i fratelli e distrusse completamente i resti del suo business del rame. Nel 1914 all'età di 45 anni, Fredrick Heinze morì di cirrosi del fegato. Ma la sua opera è viva come un vivido esempio di uno dei primi casi di applicazione dell’ipotesi sulla Grande Triade nel XX secolo!

 

 

 



 

¹(Lat.) nuovo ordine dei secoli

 

² «Il primo re del rame del Montana» è considerato  William Andrews Clark, quale fece la sua fortuna  sulle  fonderie di piccole dimensioni.


³ Riportiamo dal nostro libro sulle Grandi truffe l'interpretazione di questo intricato gergo. «Tradurre dal yiddish la parola «chutzpah» è quasi impossibile. La variante che più si avvicina è «sfacciataggine», che però non rende l’idea del tutto. Per capire meglio cos’è «chutzpah» ricordiamo l’aneddoto preferito degli avvocati americani: un ragazzo uccise i propri genitori e poi con le lacrime negli occhi si rivolse verso la giuria chiedendo clemenza per il fatto che era rimasto orfano.

 
Letteralmente: «la legge sul vertice (punta estrema)».


«Ragazzo prodigio» è uno dei soprannomi popolari di  Fredrick Heinze.


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Fonte: http://internettrading.net/college/newsletters/06232009.html
Tema: Denaro: presente e futuro | Aggiunto: (14.07.2009) | Autore: Sergei Golubitskiy
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